Ma … lei è Alessandro Volta?! Piacere … Classe 2^E_LS.

Stemma della famiglia Volta

L’anno scorso il giorno 11 febbraio 2020 la classe 1^E-LS del nostro istituto con la Prof.ssa Citta (Matematica) e la Prof.ssa Baruto(Fisica), si è recata al museo dell’Università di Pavia.

Qui abbiamo preso parte e osservato numerosi esperimenti di fisica, in particolare riguardanti la pneumatica e l’elettrostatica.

Gli esperimenti sono quelli degli emisferi di Magdeburgo; l’acqua che bolle sotto la campana di vetro sottovuoto a temperatura ambiente; i palloncini ed i marshmallow che si espandono nel vuoto, abbiamo assistito a 5 dolcetti che si gonfiano! L’elettrizzazione di gruppo: la Prof.ssa Falomo ha trasmesso a noi, che ci tenevamo per mano, una leggera scossa (era questo un divertente gioco di società già nel 1700); i coriandoli che volavano attratti dall’elettricità statica, come se qualcuno usasse la telecinesi.

Ci ha meravigliato vedere ed usare strumenti antichi, la cui età era riconoscibile dalla rifinitura in legno, dalla semplicità delle loro componenti e dai materiali utilizzati. In quella giornata al museo ci è stato permesso di provarli tutti e fare di persona molti esperimenti.

Purtroppo a causa dell’emergenza COVID-19 e del conseguente lockdown, siamo rimasti in una fase di stallo per quasi un anno e non abbiamo potuto far visita nuovamente al museo per approfondire ulteriormente lo studio di quegli esperimenti e osservarli in ogni loro sfaccettatura.

Tuttavia siamo riusciti, come classe, a continuare il nostro cammino sulla strada della “fisica con Volta” con la famigerata didattica a distanza (DAD), organizzandoci in gruppi di lavoro, ognuno dei quali ha scelto un esperimento da trattare e approfondire, tramite gli strumenti di meeting online come Zoom e Google Meet.

Questo progetto ci ha accompagnato tutto l’anno sviluppandosi man mano che ci venivano date diverse e nuove indicazioni dalle docenti, specialmente dalla prof. di Matematica che, visionando tutto il materiale che preparavamo, ci arricchiva di suggerimenti tecnici per creare dei prodotti ottimali.

Il primo passo del progetto è stata la preparazione di alcuni video esplicativi nei quali raccontavamo gli esperimenti da noi condotti al museo tramite l’utilizzo di fotografie, video girati al museo e voci fuoricampo che spiegavano il funzionamento di tutti gli strumenti e i procedimenti da noi seguiti per la realizzazione. Quasi in contemporanea ci siamo dedicati alla realizzazione di podcast e card virtuali, concentrandoci non solo sull’esperimento in sè ma anche su tutta la storia alle spalle di questi oggetti .

Statua di Alessandro Volta in uno dei cortili del Palazzo Centrale dell’Università di Pavia

Non potendo fare visita al museo, abbiamo preso parte ad una lezione a distanza con la Prof.ssa Falomo, la Prof.ssa Bernardi, la Prof.ssa Citta e la Prof.ssa Baruto  nella quale ci è stata illustrata la figura di Alessandro Volta, la sua disputa con Galvani. E ultimo ma non meno importante, ci hanno anche spiegato come costruire in maniera artigianale e casalinga una pila di Volta utilizzando strumenti reperiti in casa come monete da 5 centesimi, un foglio di carta stagnola, un panno in microfibra, del succo di limone e, per verificarne il funzionamento, abbiamo utilizzato un LED colorato datoci dalla Prof.ssa Citta.

 

Grazie a queste esperienze ci è stato proposto di partecipare al concorso Policultura: in questa sede ogni gruppo ha presentato il video riguardante l’esperimento scelto inizialmente e il video su Alessandro Volta. Per poter partecipare abbiamo dovuto tagliare e modificare leggermente i video per soddisfare i requisiti imposti dal concorso.

Ecco il link alla narrazione: http://www.1001storia.polimi.it/concorso/policultura2021/p_4754

Quest’attività, proposta dal Politecnico di Milano, consiste nella creazione di una narrazione multimediale su un tema a scelta. Tutte le narrazioni sono state pubblicate sul sito di questa università.

Come passo finale la nostra classe prenderà parte anche al progetto Scienze Under 18, che di solito si svolge al Castello Visconteo di Pavia, ma quest’anno si terrà online nel mese di maggio causa pandemia.

Di seguito il link al canale dei video partecipanti:

http://www.youtube.com/channel/UCXlUMZbtW_dcbzsRR6N3-7w

Qui la classe presenta tre video, più precisamente: uno sulla descrizione dei singoli esperimenti eseguiti al museo, un dialogo con Volta e un video sulla realizzazione della pila “casalinga”.

Per selezionare i video che avrebbero partecipato al concorso, ci è stato chiesto di votare i video di tutti i gruppi.

Per la pandemia, abbiamo fatto questo lavoro a distanza senza poterci confrontare dal vivo, quindi abbiamo perso quella parte di contatto umano che caratterizza un lavoro di gruppo. Oltre a questo, è senza dubbio più difficile scambiarsi idee e pareri, lavorando anche in modo meno efficiente e impiegando più tempo.

Svolgendo un progetto a distanza, in molti casi, si perde anche tutto quell’entusiasmo che deriva dal lavorare con i propri amici.

Lavorare a distanza è difficile, ma siamo fiduciosi che questa situazione si risolva nel più breve tempo possibile.

Come ultimo step, siamo qui tutti insieme a scrivere questo articolo di giornale nel quale descriviamo quest’esperienza costruttiva e interessante dove abbiamo scoperto e approfondito nuovi campi e conosciuto nuovi personaggi come Alessandro Volta.

Giunto cardanico

Classe 2^ELS

 

Dal Cardano alla Microsoft, al MILLE per cento

Incontro con Matteo Mille di Microsoft Italia

Matteo Mille, ex studente dell’Itis Cardano, responsabile marketing and operation per Microsoft Italia, manager affermato che ha girato il mondo, torna virtualmente nella sua vecchia scuola.

Lo abbiamo incontrato venerdì 21 maggio, durante una video conferenza a cui hanno partecipato cinque classi dell’istituto.

Partendo dalla piccola e provinciale Pavia, Mille ha lavorato per alcune delle più importanti aziende del settore tecnologico, come Italtel, Sun Microsystems, McKinsey, Syntek Capital, Telecom e, da circa quindici anni, Microsoft.

Alla base del suo successo, dice, c’è sicuramente la curiosità, che lo ha spinto ad affrontare nuove e “temibili” esperienze, come andare a vivere ancora ragazzino negli Stati Uniti, da una zia, per imparare
l’inglese;  accettare un’offerta di lavoro in un’azienda nuova ma capace di offrire molti stimoli professionali; oppure trasferirsi dall’altra parte del mondo senza conoscere la cultura del Paese. Insomma, carpe diem.

E alla domanda più ovvia di fronte a una vita piena di bivi eppure così ricca di successo, ovvero “Come ha capito la strada da seguire?”, Mille ha risposto nel modo più sincero possibile: “de panza”, seguendo  l’istinto.

Alla base della sua formazione sembra trovarsi una scuola che era tra le più innovative d’Italia, all’epoca, ovvero l’indirizzo di robotica sperimentale del Cardano: insomma, quello che poteva essere o un azzardo o la scelta migliore possibile.

In realtà, però, Mille parla della scuola come di una ricetta: “A scuola impari le basi, come vuoi condire il tuo piatto lo decidi dopo: con l’università o facendo esperienze di altro tipo. A scuola impari come cuocere la pasta, il metodo”.

Gli è stato chiesto se cambierebbe qualcosa della sua vita: no, rifarebbe tutto, dalla decisione coraggiosa di trasferirsi a 13 anni negli USA, lontano dai genitori, alla scelta di frequentare il Cardano, al trasferimento per 7 anni a Singapore.

Mille ha invitato ad essere aperti ad ogni sfida, a non aver timore di fronte alle novità. Suggerisce di lavorare con ardore, di essere disponibili ad evolvere, ma anche di rimanere autentici, di essere disposti ad apprendere e a conservare uno spirito curioso.

E in questo, afferma, sono state di fondamentale aiuto anche gli incontri  fatti durante i suoi anni di vita. Circondarsi di persone carismatiche, interessanti e intraprendenti è importante al pari di uno studio universitario per la crescita della persona.

Si può dire, perciò, che l’arricchirsi a vicenda sia la chiave del progresso, e lui stesso afferma di imparare ancora molto da colleghi con meno anni di esperienza sulle spalle.

In sostanza, un uomo che ha continuato a coltivare le sue passioni, raggiungendo grandi risultati.

Ma non finisce qui, perché Matteo Mille non si ferma, non si accontenta e procede spedito come una locomotiva verso nuove esperienze, nuovi obbiettivi da raggiungere.

Prossima fermata? La collaborazione nella realizzazione del primo Region Datacenter Microsoft in Italia.

Roberta Basile 5DLS
Giulia Faccini 5DLS
Alessio Maggi 5CLS

Cognizione sintetica dei fattori sostanziali nello svolgimento dell’attività giornalistica

Nel corso del mese di Marzo alcune classi del nostro Istituto hanno avuto il privilegio e la grande opportunità di frequentare tre incontri – laboratorio dal titolo  “Cognizione sintetica dei fattori sostanziali nello svolgimento dell’attività giornalistica”, organizzati dalla rivista #Magazine , promossi dal direttore della rivista Ing. Giampiero Filella, tenuti e moderati dal dott. Giovanni Cirone, iscritto all’ordine nazionale dei giornalisti.

Pubblichiamo qui di seguito considerazioni e riflessioni di alcuni alunni che hanno partecipato alle attività. 

Giornalismo a scuola

Il corso di giornalismo che abbiamo frequentato è stato molto formativo sia perché abbiamo capito come si scrive un articolo di giornale, sia perché abbiamo davvero compreso il  lavoro di un giornalista. Un mestiere che richiede una grande passione, poiché implica sacrifici e non deve mai essere svolto con superficialità.  Il giornalista che ha tenuto il corso ha avuto la capacità di veicolarci questi principi basilari della professione; ci ha ben rivelato la passione e la dedizione che ci vuole per svolgere quel lavoro. A me ha fatto capire soprattutto che non basta essere bravi a scrivere per fare il giornalista; il suo vero lavoro non  è solo prestare attenzione alla forma e alla correttezza sintattica di quanto scrive, ma soprattutto far capire a tutti quello che sta succedendo nel mondo senza troppi “giri di parole”, in modo semplice e chiaro. Mi ha sorpreso soprattutto che la curiosità deve essere la prima dote di un giornalista. Forse un giorno potrò scrivere qualcosa per qualche rivista o giornale, oppure troverò la mia vera passione in un’attività completamente diversa,  ma di certo questo corso mi ha insegnato tanto, sia didatticamente che umanamente, per il mio futuro.

Gaia Mongillo 5CLS

Le regole del giornalismo

Durante gli incontri pomeridiani, a cui ho partecipato con grande interesse, abbiamo capito ciò che un giornalista deve conoscere per poter svolgere un’inchiesta, sapendo che la modalità giornalistica punta ad approfondire un evento e analizzarlo per poi raccontarlo.

Per svolgere questo mestiere, il giornalista deve essere curioso perché deve andare continuamente alla ricerca di notizie, che appunta su un taccuino, che è quel che basta. Di fondamentale importanza per il giornalista è anche la ricerca di fonti attendibili e accurate.

Abbiamo imparato diverse definizioni e distinto alcune differenze:

  • La differenza tra informazione, che è monodirezionale, e comunicazione che è omnidirezionale, in quanto va da A a B, da B a C e D e risponde a B per esempio.
  • Sappiamo inoltre che il giornalismo ha come obiettivo la realizzazione di un contenitore che raccoglie e dispone a sistema (secondo regole temporali e di impaginazione) informazioni che sono state individuate, selezionate, valutate ed elaborate da un’organizzazione che le trasforma in notizia, secondo criteri di notiziabilità. Il giornalista è solo un “ingranaggio” di questo meccanismo.

La valutazione della notiziabilità si fa attraverso:

  • Rilevanza pubblica dei protagonisti;
  • Attualità del fatto;
  • Vicinanza geografica dell’avvenimento;
  • Pubblico interesse;
  • Portata fuori dal comune.

Sappiamo inoltre che la realtà si valuta secondo una griglia chiamata 5-7-3:

  1. Accuratezza;
  2. Attualità;
  3. Coerenza;
  4. Completezza;
  5. Credibilità.
    • Accessibilità;
    • Comprensibilità;
    • Conformità;
    • Efficienza;
    • Precisione;
    • Riservatezza;
    • Tracciabilità.
  6. Disponibilità
  7. Portabilità
  • Recuperabilità

Abbiamo scoperto la nascita e la struttura della prima pagina di un giornale, confrontando diverse prime pagine di alcune testate giornalistiche.

Ora sappiamo come funziona una redazione e quale deve essere il comportamento, a livello etico, di un giornalista secondo la carta dei doveri del giornalista, carta dei doveri degli Uffici Stampa, carta dei doveri dell’informazione economica, carta informazione e pubblicità, carta informazione e sondaggio, codice di deontologia relativo alle attività giornalistiche, codice in materia di rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, decalogo del giornalismo sportivo.

Daniele Martellotta 5CLS

Laboratorio di giornalismo

Penso che l’attività di laboratorio di giornalismo sia stata gestita nel miglior modo possibile; nonostante la presenza di tre classi diverse non si è mai fatta confusione, sia grazie alla nostra serietà, sia grazie alla serietà degli insegnanti e alla professionalità e alla capacità del relatore di coinvolgerci.
È giusto allargare i propri pensieri; è giusto ogni tanto dedicarci a qualcosa che non abbiamo mai considerato. Personalmente non avevo la minima idea dell’enorme mondo che si trova dietro ad un articolo di giornale. La professionalità e la passione del giornalista è stata tale da poterci coinvolgere in tutto, facendo a volte passare il tempo come se stessimo giocando.
Alla parola “compiti” ho pensato “ecco, ci mancava solo questa”, ma in realtà non sono stati veri e propri compiti, mi sono calato nei panni di un giornalista e per un’ora mi sono sentito uno di loro. Ancora una volta, più che lavorare, pensavo di star giocando.
L’ho trovata quindi un’esperienza più che positiva, da consigliare a chiunque. Ringrazio gli insegnanti e soprattutto il giornalista per avermi trasmesso qualcosa tramite la sua evidente passione nei confronti di questo “mondo”.

Xhihani Klajdi 5CLS

Il giornalismo a scuola.

Le classi 3dls, 5als, 5 bls e 5cls hanno partecipato a un corso di approfondimento sul giornalismo tenuto dal giornalista, caposervizio e ghostwriter Giovanni Cirone. Gli incontri, suddivisi nell’arco di due settimane, con cadenza 23-26 febbraio e 5 marzo 2021, e con una durata  di due ore a  incontro, sono rientrati all’interno delle attività di PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) e hanno fornito un prezioso e interessante excursus sul mondo dell’informazione. Le tematiche affrontate durante il corso hanno riguardano il giornalismo moderno, la storia dell’informazione e della comunicazione e il mondo dell’editoria specializzata. Giovanni Cirone, giornalista romano, laureato in lettere e iscritto all’albo dei giornalisti con trent’anni di esperienza nel settore, ha saputo coniugare e guidare i ragazzi all’interno di un argomento vasto, come quello dell’editoria specializzata, con il dono della sintesi. I ragazzi, alla fine di ogni incontro, si sono potuti cimentare con la composizione di articoli sulla base di take d’agenzia, lavorare su sintesi di informazioni fondamentali per uno scritto e produrre una pillola radiofonica su alcuni fatti di cronaca recente. Questi elaborati sono stati successivamente corretti da Cirone che, attraverso alcune linee guida, ha fornito consigli su come migliorare e affinare le proprie abilità. Infine, i ragazzi hanno potuto affrontare temi e argomenti di attualità come, ad esempio, le problematiche legate alle fake-news e le differenze tra comunicazione e informazione. Il corso è stata un’esperienza interessante e che ha soddisfatto i ragazzi delle classi che vi hanno aderito.

Luca Castoldi 3dls

L’alternanza scuola – lavoro al tempo del Covid- 19. 

Tra il 22 febbraio e il 5 Marzo 2021, circa una sessantina di ragazzi, del Liceo del nostro istituto, hanno avuto il piacere di partecipare ad un laboratorio tenuto da Giovanni Cirone, giornalista romano dalla grande personalità e dalla pungente lingua. L’attività ha avviato una collaborazione tra la scuola e la rivista #MAGAZINE che si protrarrà anche il prossimo anno scolastico e che consentirà agli studenti di scrivere e proporre articoli per la rivista. Questa iniziativa costituisce un’importante opportunità per i partecipanti, specie in questo momento di pandemia in cui le occasioni per approcciarsi al mondo del lavoro e delle professionalità si sono ridotte drasticamente. Durante gli incontri, tre in totale, gli studenti hanno ricevuto una generale infarinatura, non senza intermezzi ilari, di cosa sia il giornalismo e il giornale. Si è partiti dalle conoscenze più nozionistiche, come la domanda tanto semplice quanto complessa “Quando è nato il giornalismo?”, per spaziare agli aspetti più pratici, quali la struttura stessa degli articoli presenti nella prima pagina di ogni giornale, “la notiziabilità”, “l’attitudine” di un evento ad essere tramutato in notizia, fino ad arrivare a quelli che sono gli aspetti più distaccati dalla produzione stessa, ma comunque importanti, se non addirittura  in misura maggiore, come i dilemmi di natura etica, e quelli che sono i “codici” di condotta del giornalista e delle varie professioni ad esso collegate. Gli improvvisati giornalisti, si sono così ritrovati, nel corso delle loro insonni notti, a svolgere le più svariate esercitazioni, come ricavare da fonti frammentarie ed equivoche un articolo di giornale dall’intransigente numero di battute, o la stesura di un lancio da studio, ossia quel breve intermezzo di anticipazione che ogni sera sentiamo all’avvio dei telegiornali, sempre stando nei rigidissimi limiti di tempo imposti. Ciò che gli studenti hanno imparato, è che per essere giornalisti, la condizione di saper scrivere bene non è né necessaria né sufficiente, e infatti essenziale saper cogliere il “clou” dei fatti, e naturalmente essere in grado di rispettare quelli che sono i limiti imposti dai nostri severissimi redattori. E così queste brevi, seppur intense, lezioni si sono concluse lasciandoci la consapevolezza di aver partecipato ad una esperienza  coinvolgente ed interessante, dalle molteplici sottigliezze e sfumature.

 Poncina Leonardo – 3DLS

La Guerra delle Correnti

La guerra delle correnti: uno show didattico.
Siamo nel 2021; dopo ormai un anno di DAD la scuola si è adattata alla situazione con strategie innovative, trasformando le tradizionali aule in stanze Zoom e i normali progetti extracurricolari in corsi online. È in questo contesto che nasce l’iniziativa “Guerra delle correnti”, un accattivante percorso, tenuto dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Pavia, intrapreso dagli studenti della 5BLS attraverso conferenze digitali.

Ma da dove nasce il nome “guerra delle correnti”?
Ebbene, nel corso dell’ Ottocento, venne scoperta una nuova energia, l’elettricità, che tutt’oggi muove buona parte del mondo e che ci permette di vivere la normalità quotidiana, attraverso l’illuminazione, gli elettrodomestici, gli stessi computer e così via. Ma come oggi siamo tartassati di chiamate dai call center per usufruire della migliore offerta (a detta loro) del mercato, anche con i primi utilizzi di questa tecnologia arrivarono i primi scontri commerciali, in particolare tra i promotori dell’utilizzo della corrente alternata (Westinghouse e Tesla, dei quali è sfruttata l’intuizione) e quelli della corrente continua (Thomas Edison, di cui tuttora è presente l’omonima azienda), entrambi forti dei vantaggi del loro prodotto.

Il progetto, oltre a ripercorrere i passaggi storici e culturali che hanno caratterizzato l’epoca, approfondisce anche l’aspetto più prettamente tecnico, attraverso la spiegazione dei principi fisico-matematici collegati ai due tipi di elettricità.
Prevede inoltre un gioco di ruolo, della durata di circa 4 ore, durante il quale sono gli stessi studenti ad inscenare i fatti che hanno studiato, con la possibilità di confermare o ribaltare il corso della storia.
Questa inedita iniziativa è un percorso didattico molto utile per gli studenti delle classi quinte del liceo delle scienze applicate, delle classi di elettrotecnica e per tutti coloro che sono interessati ad approfondire il percorso che ha portato alla formazione del mondo così come lo conosciamo oggi, oltre che un perfetto esempio di resilienza dell’apparato scolastico, sempre pronto ad adattarsi a qualunque circostanza.

    Gli alunni di 5 BLS – Itis Cardano, Liceo Scienze Applicate

TERRA DEI FUOCHI

Volantino Digitale

È trascorso un anno da quando il DPCM datato Marzo 2020 ha decretato la sospensione della didattica in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado sul territorio nazionale causa Covid-19. Da allora il Ministero dell’istruzione ha attivato la procedura della Didattica a Distanza (DAD). Insegnanti ed alunni sono stati catapultati in un universo sconosciuto o quasi. La DAD ha dato la possibilità ai docenti di continuare a insegnare ai propri studenti, qualcuno mantenendo comunque buoni risultati, qualcuno invece riscontrando più difficoltà. A noi di 2.a AI, che sin dallo scorso anno partecipiamo al Progetto P.T.O.F. Aladino Z, l’uso del digitale ha però permesso anche di occuparci in modo un po’ diverso dei vari argomenti trattati.

Una delle nostre esperienze recenti in tal senso è avvenuta quando abbiamo studiato il testo persuasivo, osservandone degli esempi, imparandone le caratteristiche e soprattutto sperimentandone la produzione. Il testo persuasivo è basato sulla creatività, con l’obiettivo di attirare l’attenzione del lettore focalizzandola su un particolare problema, e per questo motivo ne siamo stati particolarmente coinvolti. Durante le lezioni in presenza abbiamo scritto dei testi persuasivi, ma con il passaggio alla DAD la nostra insegnante di Lettere, la professoressa Brochetta, ci ha proposto un progetto diverso: realizzare un prodotto multimediale relativo a una delle imminenti Giornate commemorative. Noi abbiamo optato per il 21 marzo.

Il 21 Marzo si rinnova sulle piazze la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle Vittime Innocenti delle Mafie”. In questa memoria ogni anno rinnovata affondano le radici di un impegno teso alla costruzione di una società libera dalle mafie, dalla corruzione e da ogni tipo di malaffare. Le giornate internazionali sono infatti un’occasione per informare le persone su questioni importanti, per mobilitare le forze politiche e per celebrare e rafforzare i successi dell’umanità.

Da sempre l’uomo, davanti alle tante difficoltà della vita, ha cercato di rifugiarsi in un mondo sicuro. Questo posto è stato sempre la propria casa. La nostra scelta è caduta su questo tema in quanto purtroppo da un po’ di tempo, gli abitanti della “Terra dei Fuochi” non possono più farvi riferimento. Gli interessi criminali e l’indifferenza delle istituzioni hanno soffocato la popolazione, esposta, nella propria casa, al potere dei capi criminali. La “Terra dei Fuochi” è un luogo dove il malaffare ha fatto i suoi comodi. Le terre, le falde acquifere sono state inquinate da tonnellate di rifiuti di ogni genere, smaltite in cambio di denaro senza pensare alle conseguenze.

Come prima cosa ognuno di noi ha fatto una piccola ricerca sull’argomento che si doveva trattare, poi abbiamo confrontato le notizie e abbiamo scelto le più pertinenti, quindi abbiamo composto un testo. Scelte le immagini abbiamo creato il video. Per la creazione del video abbiamo usato CANVA perché è un programma molto versatile, il quale ci ha permesso di adattare a nostro piacimento le varie immagini e testi.

Dato che però il video è, come si dice in gergo, molto pesante, abbiamo deciso di caricarlo sul cloud e di renderlo accessibile tramite un QR code inserito in un volantino dedicato alla tematica da noi scelta.

Ragni – Curti – Vacalebri – Cassani – 2AI

IL SILENZIO È MAFIA

 Volantino digitale

Frequentando la 2AI in Didattica a Distanza, con la professoressa Brochetta ci siamo occupati anche del testo persuasivo, un tipo di testo che serve per persuadere o invitare il lettore a eseguire una determinata azione, oppure ad adottare un determinato comportamento.

La professoressa ci ha assegnato un progetto sul testo persuasivo, che consisteva nel creare un volantino, un video o un PowerPoint per commemorare le Giornate dedicate alle vittime della mafia, all’acqua e ai libri, avendo la libera scelta della tematica da affrontare.

Gli argomenti non erano casuali: la Giornata delle vittime innocenti uccise dalla mafia cade il 21 di marzo, quella dell’acqua il 22 di marzo e quella dei libri e del diritto d’autore il 23 di marzo. In particolare il 21 marzo è la Giornata Nazionale istituita per mantenere vivo il ricordo delle vittime innocenti della mafia, per ridare centralità alla lotta contro la mafia, per invitare a seguire la cultura della giustizia e della legalità, per responsabilizzare i giovani.

Il nostro gruppo ha scelto di occuparsi proprio della mafia, portando come tematica la sua corruzione, il suo potere e la sua pericolosità.

Perché la mafia sfortunatamente è tuttora un problema molto grave di questo Paese, anche se spesso viene ignorato o sminuito (“Tanto la mafia è solo al Sud…” oppure “La mafia non è un nostro problema.”) dando la possibilità all’organizzazione di agire senza grosse difficoltà.

La mafia invece non ha etnia, infatti è possibile trovarla in Russia, Cina, America, Africa, Italia e così via.

La mafia non ha neppure umanità, ed è questa la cosa peggiore fra tutte, perché pur di raggiungere il proprio scopo, generalmente la “bella vita”, i mafiosi possono fare di tutto, arrivando a commettere anche i peggiori reati possibili.

E quindi noi parliamo di questa organizzazione, poiché non è un problema solo estero o meridionale bensì mondiale.

Seguendo lo schema problema – vantaggi – soluzione, il nostro progetto inizia con l’intento di immergere il lettore nel testo, con una scrittura facile e veloce, un tocco di drammaticità e l’inserimento di foto e musica, così che sia attratto e invogliato a continuare a leggere, per poi fargli trovare diversi slogan, più o meno famosi, che hanno lo scopo di farlo riflettere e infine delle proposte fatte da noi nel tentativo di persuaderlo ad adottare determinate iniziative.

Ci siamo infine occupati della condivisione del nostro file e date le sue dimensioni abbiamo deciso di caricarlo sul cloud e di renderlo accessibile per mezzo di un QR code, perché è il modo più facile, veloce ed universale per leggere la presentazione, essendo compatibile con tutti i dispositivi e poiché può essere aggiunto facilmente e soprattutto gratuitamente a diversi siti, riviste e giornali.

Dato che il QR code da solo non sarebbe però riuscito a comunicare nulla di ciò che pensiamo, abbiamo scelto di creare un volantino digitale a tema in cui inserirlo.

Singh, Miah, Canevari , Calvaruso -2AI

“Io non morirò mai, morirà solo il mio corpo”.

Il ricordo di Marcella.

21 marzo, Giornata Nazionale in ricordo delle vittime innocenti di mafia. 22-24 marzo, le quarte del Liceo delle Scienze Applicate dell’ITIS Cardano incontrano la signora Marisa che, con orgoglio e dolcezza, ci accompagna in un percorso per conoscere la vicenda di sua figlia, Marcella di Levrano. Con lei c’è anche Aurora Marzo, che presenta l’Associazione Libera, fondata nel 1995 da don Luigi Ciotti, il cui scopo è quello di contrastare la mafia con la cultura della legalità. A Pavia, in piazza Italia, i cittadini si sono ritrovati per leggere insieme a Libera gli oltre mille nomi delle vittime innocenti. Tra questi nomi c’è anche Marcella di Levrano e a lei, la cui giovane vita è stata strappata dalla mafia, è intitolato il presidio pavese di Libera.
Dal 2012 la mamma Marisa ha deciso di parlare di Marcella nelle scuole e ci appare fiera di testimoniare il coraggio che sua figlia ha avuto nel reagire alla cultura mafiosa, in cui era rimasta coinvolta.
In un paese della Puglia, nel 1964, nasce Marcella, ha due sorelle e Marisa la descrive come “una bambina allegra e piena di energie”, ma quell’allegria è destinata a spegnersi quando, una sera della seconda liceo, Marcella non torna a casa e per due giorni non dà sue notizie. Quando la ritrovano non è più la stessa, le sorelle e la mamma non capiscono, fino a quando non scoprono che Marcella è sotto effetto di sostanze stupefacenti. Inizia un periodo difficile per la ragazza, la vita di Marcella si intreccia con quella della ancora poco conosciuta Sacra Corona Unita. Marisa in quegli anni chiede aiuto agli ospedali, alle comunità e alle istituzioni, ma invano. Dopo quattro anni passati ad arrangiarsi in ogni modo per permettersi la droga, Marcella scopre di essere incinta e decide così di allontanarsi dal circolo vizioso per dedicarsi alla figlia. Tiene un diario e dedica alcune pagine alla nascitura che ancora ci toccano nel profondo: “Ti insegnerò cos’è la sofferenza, ti insegnerò a soffrire”, ma per Marcella, che di sofferenza ne ha già provata, quei mesi felici e sereni stanno per finire. A pochi mesi  dalla nascita, la piccola Sara rischia di morire e Marcella, per la tensione, ricade nel giro di droga. Due anni dopo i servizi sociali le tolgono la bambina e questo accende in Marcella un desiderio di riscatto tant’è che, nel 1987, inizia a collaborare con le autorità: nei tre anni successivi denuncia tutte le terribili vicende di cui è a conoscenza. Ogni sua parola è registrata e trascritta per la sua deposizione nel maxi-processo del novembre 1990. Ma per la Sacra Corona Unita Marcella è ormai una vera e propria minaccia. Nel marzo 1990, Marcella viene presa, portata in un bosco ed uccisa a sassate, il corpo è abbandonato sotto alcune foglie per essere ritrovato solo dieci giorni dopo.  “Io non morirò mai, morirà solo il mio corpo”, il suo sacrificio e il suo spirito risuonano nelle parole di Marisa ed ora anche in tutti noi.

Federica Necchio, Desirè Sagoleo, Amira Saidi, Francesca Viola     4BLS

PARLARE O TACERE?

“Omertà, ignoranza, ingiustizia” sono tre vocaboli che incutono timore e rabbia, perché alla base di tutti i mali presenti nel mondo. Il 24 marzo 2021 la mia classe 4-DLS, frequentante l’ITIS Cardano di Pavia, in occasione della Giornata della Legalità, ha avuto il privilegio di ascoltare l’estremamente toccante testimonianza di una donna, la cui vita è stata sconvolta dall’ingiustizia. E’ Marisa di Levrano.

Marisa inizia il suo racconto con un tono affranto; le si legge nello sguardo quanto abbia dovuto lottare contro gli eventi più tragici della vita. Nella Puglia degli anni Sessanta, trovato il coraggio di lasciare il marito violento, si fa carico della cura delle tre figlie a cui intende assicurare una degna istruzione. Ma la protagonista della tragedia è la sua secondogenita, Marcella, una ragazza solare e dal buon cuore, solita ad accendere una scintilla di speranza in coloro che più hanno bisogno di essere aiutati. Successivamente caduta nel giro della droga, Marcella sceglie come via di redenzione quella di aiutare le forze dell’ordine diventando  “collaboratrice di giustizia”: la sua condanna.

Informare la legge, indicando i nominativi e quindi le facce dei criminali, l’ha portata alla morte. Perciò io vi chiedo:  “parlare”, rischiando per aiutare il prossimo, o “tacere” salvaguardando a pieno la propria vita? Due “uomini” le colpirono la testa con un pesante masso e i suoi capelli e il suo sangue rimasero impressi come un tatuaggio di ingiustizia; dopodiché la sua faccia venne spudoratamente sfigurata, come usanza per riconoscere un infame.

È bene perciò dar ragione a coloro che, energicamente convinti, affermano che l’uomo è di per sé egoista e violento? Dai fatti, sembra che la risposta sia affermativa.

Ora che la povera ragazza non è più in mezzo a noi, è nostro compito ricordare il suo coraggio e le sue scelte, trasmetterli a gran voce affinché, magari un giorno, non ci sia più bisogno di parlarne.

                                                                                     Elsa Maccarone 4 DLS

Vergogna

A volte riuscire a raccontare ciò che attanaglia il nostro passato (e spesso il nostro presente), può essere la più ardua delle imprese. Ce lo dimostra Marisa Fiorani, madre di Marcella di Levrano, vittima innocente della mafia.

La sua è una storia di forza e di coraggio e ce la racconta con un’emozione ancora viva. Marisa vive in un ambiente sociale dove le mafie trovano terreno fertile: omertà e corruzione sono piaghe diffuse, necrosi profonde e irreversibili; vortici infernali per chi vi finisce in qualche modo invischiato, lungo un viaggio di sola andata con meta il disprezzo dalla società, anche dalla stessa famiglia.

La sua storia è la storia della figlia Marcella che da studentessa di belle speranze finisce per dimenticare se stessa e i suoi cari dopo due incontri: droghe e cattive compagnie. Invano Marisa lotta  per e con la figlia, le rimane accanto dai primi momenti di difficoltà fino alla vera e propria dipendenza, da sola  e con pochi mezzi in una guerra impari. Invano bussa alle porte di parenti o conoscenti, ma sperimenta solo emarginazione e vergogna. Marcella negli anni ‘80 è priva di un centro; la sua persona si sta perdendo, fino a quando rimane incinta. La creatura che porta nel grembo le restituisce la voglia di vivere, che l’aveva abbandonata. Ma questa rosea parentesi si spezza dopo il rifiuto (l’ennesimo per Marcella) del padre di sua figlia. Così la ragazza sprofonda sempre di più, annegando nell’eroina, ricattata e costretta a scendere a compromessi. Passano alcuni anni, e finalmente avviene una svolta. Dopo che i servizi sociali le tolgono l’affidamento della figlia, Marcella trova il coraggio di recarsi in questura a denunciare tutto ciò che ha visto in quel triste periodo che aveva segnato la sua vita, senza paura di fare nomi di spacciatori criminali uomini d’onore più o meno importanti delle gerarchie mafiose; è anche grazie alle sue preziose testimonianze che nel 1990 viene indetto il primo maxiprocesso contro la Sacra corona unita, dove è chiamata a testimoniare. Ma in quell’aula Marcella non arriverà mai, perché viene brutalmente uccisa e abbandonata in un bosco.

Questa storia ci parla di un mondo che possiamo toccare con mano tutt’ora, di un mondo che solo pochi uomini coraggiosi hanno il coraggio di affrontare.

In nome delle persone cadute per mano delle associazioni mafiose abbiamo il dovere di ricordare e proteggere la memoria di chi è rimasto vittima di un sistema basato su ignoranza, paura e omertà: parlando, discutendo, condividendo, insieme e senza paura, proprio come continua a fare mamma Marisa.

                                                                        Alessio Marchetti  4 DLS

Gioielli in un gioiello

Così definisce la senatrice Liliana Segre gli studenti pavesi

Nella giornata di lunedì 3 febbraio si è tenuta al teatro Fraschini di Pavia la cerimonia di consegna da parte del sindaco Fabrizio Fracassi della Benemerenza di San Siro alla Senatrice a vita Liliana Segre. Presenti anche lo scrittore pavese Mino Milani, il  Direttore  de Il Giorno  dott. Sandro Neri ed alcune Autorità pavesi.

Prima della cerimonia c’è stato un omaggio musicale dei giovanissimi 100 Cellos, alla guida del Maestro Sollima con l’esecuzione di alcuni brani, in particolare Israeli song in onore della Senatrice, a voler sottolineare che memoria e arte in tutte le sue declinazioni si fondono per rendere migliore l’uomo.

Siete gioielli incastonati in un gioiello”, queste le prime  parole    della senatrice a vita che si è vista accogliere dagli applausi di tutti i partecipanti, in particolare da  più di 600 studenti che hanno riempito l’intero teatro, “La presenza della Senatrice è un onore” ha poi sottolineato il Sindaco di Pavia Fabrizio Fracassi.

Gli studenti della consulta provinciale e il Presidente dell’Ordine dei giornalisti dott. Galimberti hanno posto l’accento sull’importanza dello studio della storia, che deve rimanere come monito per evitare il ripetersi degli errori del passato e di eventi terribili come quelli di cui la Senatrice Segre ha reso testimonianza.

Forte il richiamo al presente in cui il ruolo dei giovani deve essere di cittadinanza attiva e responsabilità nella costruzione di un’etica della tolleranza e del reciproco rispetto, rifuggendo odio e prevaricazione.
Dopo la premiazione è salito sul palco lo scrittore pavese Mino Milani, che proprio quel giorno festeggiava i suoi 92 anni.
Con l’intervento del direttore de “Il Giorno”  Sandro Neri sono state poi rivolte una serie di domande ai due ospiti.

Come primo quesito il direttore ha chiesto alla senatrice di parlare della scuola e delle leggi razziali e di quando le fu comunicato che non avrebbe più potuto frequentare la sua  scuola, diventando invisibile agli occhi degli altri.

Le sue parole sono state forti: “Non voltate la faccia dall’altra parte se qualcosa non va. Reagite all’indifferenza”, affinché nessuno debba più subire il crudele gioco per cui si diventa invisibili e privi di consistenza agli occhi del mondo.

La senatrice è poi passata a parlare dell’importanza di non provare odio per non porsi sullo stesso piano dei propri persecutori.

In seguito Mino Milani ha rimarcato l’importanza della memoria ma soprattutto della capacità di andare avanti e vivere. Proprio il desiderio della vita è ciò che ci deve motivare, così la marcia della morte a cui fu costretta la senatrice diventò per lei la marcia della vita, che le avrebbe poi permesso di tornare a casa.

Tornata a Milano, la signora Segre riuscì, nonostante le difficoltà, a costruirsi una famiglia e per più di 45 anni decise di non raccontare la sua storia, nemmeno ai suoi figli; solamente diventata nonna comprese che il suo silenzio era un errore e così decise che da quel momento in poi si sarebbe impegnata per far conoscere la sua storia ai giovani, come gli studenti presenti all’evento che lei definisce “miei nipoti ideali“.

Concludendo la Senatrice ha ricordato un disegno visto nel campo di concentramento e il messaggio affidato a quella raffigurazione “Noi siamo farfalle e voliamo sopra il filo spinato e dobbiamo essere liberi di scegliere”.

La cerimonia si è conclusa con la consegna di un mazzo di fiori e con la dedica scritta  dalla senatrice sul libro degli ospiti illustri: “In ricordo di un bellissimo incontro con i giovani di Pavia ai quali auguro un avvenire ricco di tutto ciò che la bella Pavia permetterà loro con il suo patrimonio culturale, umano e artistico“.

Classe 5^CLS,
Itis Cardano