Intervista a Sergio

Sergio, nato a Pavia nel 1972, è attualmente il barista dell’Itis G. Cardano; svolge questo lavoro da ormai trent’anni e da undici all’interno della  nostra scuola.

Il bar è collocato al piano terra dell’edificio centrale è l’ingresso si trova sotto la  scala che porta all’aula magna. Appena si entra nel locale dalla porta esterna si vede sulla  sinistra il bancone e la cucina, dove Sergio prende le ordinazioni e prepara gli  alimenti per poi servirli ai clienti; mentre sulla destra sono collocati i tavoli adibiti al consumo dei cibi forniti dal bar.  Centralmente un corridoio collega il bar all’anima dell’edificio centrale della scuola; oltre alla  zona riservata ai tavoli vi è un magazzino riservato alle scorte.

Incontriamo Sergio al termine delle lezioni e con lui parliamo del momento che stiamo vivendo. Dopo la piaga del covid-19, che aveva portato alla chiusura delle scuole nel 2020 e all’alternanza delle classi in didattica a distanza e in presenza nell’anno scolastico  20-21, ora si è tornati finalmente alla normalità ed è stata possibile la riapertura del  bar a pieno regime.

1) Si ritiene contento della riapertura?

Certamente, sono felice di poter tornare dietro al bancone del bar, contento di interagire e chiaccherare con studenti e professori. Spero davvero si possa continuare a stare aperti… con le necessarie cautele, chiaramente!

2) Stessa affluenza rispetto a prima? Se non è così, per quale motivo?

Il lavoro è cambiato. L’affluenza dei ragazzi e dei professori al bar è  diminuita vertiginosamente, a causa della nuova tipologia di ordinazione che avviene  tramite liste per ogni classe.

Inoltre non dimentichiamo che ora il bar occupa uno spazio più piccolo rispetto al passato, visto che l’area dove un tempo  c’era bar è stata trasformata in palestra a causa dell’aumento degli iscritti che richiedeva nuovi spazi sportivi.

3) Stessi guadagni?

Certamente no, i guadagni del bar sono anch’essi diminuiti come ci si poteva  aspettare.

4) Si è visto costretto ad alzare i prezzi?

Sto facendo di tutto per non aumentare i prezzi. Anzi, direi che sono  invariati da circa sei anni!

5) Trova difficile adeguarsi alle norme anti-covid? Il rapporto con gli studenti è  sempre uguale a prima?

Con il covid è stata introdotta una normativa che impone il distanziamento e l’ utilizzo dei dispositivi di protezione. Alla luce di questo, non è possibile avere le interazioni che c’erano in passato. Diaspiace, ma è così!

In passato i ragazzi venivano ad acquistare le merende direttamente in diversi momenti della giornata e a volte, soprattutto all’intervallo, c’era ressa! Ma si chiacchierava e si rideva insieme. Ora non è più possibile, non si deve fare! I rappresentanti di classe raccolgono gli ordini, li scrivono in una lista che mi consegnano. Poi prendiamo accordi per l’ora del ritiro per evitare assembramenti. Sempre il rappresentante viene al bar per il ritiro; poi porta in aula il sacchetto con le merende e le distribuisce. Lo scambio avviene solo con i rappresentanti di classe, raramente con gli altri studenti. Tutto è cambiato con la pandemia!

7) Se potesse fare qualche cambiamento alle norme, quale sarebbe?

Nessun cambiamento, per ora bisogna rispettare le normative. Verranno tempi migliori!

Per quanto riguarda il parere degli studenti essi ritengono che il bar non necessita di  cambiamenti strutturali in quanto la struttura risulta comoda e funzionale. Da sempre il bar della scuola si è rivelato per la sua vera natura ovvero un luogo di aggregazione per studenti e corpo docenti, che potevano passare qualche minuto in tranquillità, favorendo il dialogo e  lo scambio di pensieri; ma tutto ciò ora si è molto ridotto. Per questo motivo ogni studente, chi più chi meno, è  affezionato al bar e tutti sperano che in futuro la situazione possa migliorare  per tornare alle vecchie e care abitudini

G. Bernareggi 5DLS,
L. Caroppo, Q. Chen,  F. Maiocchi, C. Viola  2DLS