Il modello ligneo del Duomo di Pavia

L’esperienza come giornalisti, che abbiamo avuto il piacere di vivere, è iniziata quando la professoressa di Storia dell’arte, ci ha dato la possibilità di intervistare l’architetto Davide Tolomelli, assistente alle collezioni ai Musei Civici di Pavia, che nell’ultimo periodo ha lavorato, seppur tra mille difficoltà per via delle restrizioni Covid-19, per la riapertura delle sale e per il rinnovamento dell’esposizione di una delle opere più prestigiose della collezione, il modello ligneo del Duomo di Pavia, celebre per i suoi minuziosi dettagli e la sua quasi inalterata conservazione.

Riportiamo, quasi nella sua interezza, la nostra intervista.

Intervista all’arch. Davide Tolomelli

Come è stato questo lungo periodo di chiusura causa Covid, breve parentesi di apertura a parte, sia per lei che per il Museo?

Per quanto mi riguarda, ho fatto smartworking durante il primo lockdown, nei mesi di marzo e aprile del 2020. Da casa ero collegato con il Museo e con il computer delle collezioni, sul quale teniamo le immagini digitalizzate di molte delle opere e dei manufatti delle collezioni del Museo. Da maggio sono rientrato, insieme con tutti gli altri colleghi, e ho sempre continuato a lavorare “in presenza”.

Per quanto riguarda il Museo, è stato aperto ai visitatori da maggio a ottobre, per poi essere chiuso nuovamente, sulla base dei vari D.P.C.M. susseguitisi nel corso del tempo.

Intanto, abbiamo lavorato dietro le quinte e, attualmente, siamo in attesa che finiscano i lavori di riallestimento della portineria e del bookshop, predisposti dall’attuale Amministrazione, per poter riaprire dal lunedì al venerdì, appena sarà possibile.

Lei ha anche fatto riferimento a qualche lavoro dietro le quinte, abbiamo letto che il modello ligneo sarà riposizionato, oltre ad aver previsto l’inserimento di una nuova illuminazione. Come riassumerebbe le modifiche attuate, o in corso di attuazione, ai nostri lettori?

I lavori alla Sala del modello ligneo del Duomo sono ultimati. Siamo in attesa di poterla presentare al pubblico. Il Modello non è stato spostato, è difatti solo stato modificato l’allestimento con la realizzazione di un basamento pieno per il manufatto ligneo, che ora appoggia su un piano, insieme con il modello della torre. È stato, inoltre, collocato un pavimento luminoso con un sensore e un temporizzatore; in questo modo, quando  il visitatore si avvicina, il pavimento si illumina e il modello ligneo risulta visibile anche al suo interno, tramite le sue aperture naturali (portali e finestre). Il nuovo allestimento è stato realizzato su progetto dell’architetto Andrea Perin.

Sono stati eseguiti anche dei lavori di restauro a quella che è la struttura stessa del modello?

Sì, è stato eseguito un intervento di manutenzione al modello da parte del restauratore Luciano Gritti, specializzato in manufatti lignei.

 

 

Il legno è un materiale, per quanto nobile, soggetto allo scorrere del tempo. Ogni quanto, indicativamente, i restauri sono necessari?

Più che di restauri, ha bisogno di una assidua manutenzione. È molto importante mantenere condizioni termoigrometriche costanti, perché il legno è molto sensibile agli sbalzi di umidità. Infatti, interagisce con l’ambiente cedendo e assorbendo umidità e dilatandosi, o contraendosi, di conseguenza. Per di più è anisotropo, cioè non si muove uniformemente in tutte le direzioni, ma è condizionato dall’andamento delle fibre vegetali degli alberi da cui è stato ricavato.

Alla luce di queste considerazioni – se pensate che il modello ligneo è costituito da più di cinquecento pezzi incastrati, che si muovono indipendentemente gli uni dagli altri al variare dell’umidità relativa – risulta evidente che è meglio che si muovano il meno possibile.

 

 

 

Grazie per aver chiarito; vorremmo chiederle, per quanto riguarda la pinacoteca, se sono state eseguite delle modifiche alle sale.

No, non ci sono state modifiche sostanziali.

È in previsione un intervento di rifacimento dell’impianto di climatizzazione e di quello di illuminazione. Per ora, però, l’allestimento, che risale al 1981, non è stato modificato.

Abbiamo anche saputo che lei sta lavorando ad un libro, e la domanda sorge spontanea: quale sarà la trattazione?

Si tratta di una guida alla sala che ospita il modello del Duomo. È stato curata da Laura Aldovini, attuale responsabile del Museo, insieme a me. Riassume i problemi critici relativi al modello, nonché le vicende costruttive del modello stesso e del Duomo.

A seguito, spinti dalla nostra curiosità, ci siamo ovviamente domandati tra noi, solo per poi chiedere anche all’arch. Tolomelli, se fosse stato possibile ricevere una copia dello scritto. A risposta positiva, ci siamo con molta disinvoltura “autoinvitati” al Museo, riuscendo ad ottenere la possibilità di visionare il modello dal vivo, prima della riapertura della collezione.

E così, nel pomeriggio del 2 Marzo, accompagnati dalla professoressa e dall’architetto, eravamo già nel museo. In questo periodo è stata riallestita, dopo quarant’anni dalla sua inaugurazione, la sala del Duomo ligneo situata nella torre sud-est del castello. Camminare nelle stanze buie del museo, nel silenzio assoluto, è stata una strana sensazione che, al contrario di quanto avviene normalmente, fa quasi distogliere l’attenzione dalle opere. Appena entrati nella sala del modello, lo sguardo viene immediatamente catturato dallo stesso, che grazie al recente riposizionamento al di sopra di un basamento che lo ancora saldamente a terra, ha ottenuto una nuova legittima parvenza di monumentalità degna della sua fama, uno dei pochi modelli tridimensionali ben conservati del Rinascimento italiano. Sul basamento, insieme al Duomo, è stato posizionato anche il modello della torre campanaria, conferendo così una visione spaziale completamente nuova all’osservatore. Entrambi i modelli sono, difatti, ora posti ad una distanza di sicurezza dallo spettatore che, quando si avvicina all’opera, attiva grazie a dei sensori un sistema di luci che illumina gradualmente il modello dall’interno, permettendo di apprezzare maggiormente la prospettiva dell’opera ed i numerosi dettagli, che altrimenti passerebbero inosservati.

 

 

Sono state eseguite modifiche anche al resto della sala;  sono state aggiunte delle zone “relax” sotto le finestre attrezzate con comodi cuscini, per offrire l’opportunità al visitatore di rimanere ad osservare con calma l’opera. Alle pareti sono rimaste le griglie espositive delle tavole di presentazione della pianta del Duomo, e le piante delle due preesistenti chiese di Santo Stefano Protomartire e Santa Maria Assunta.

 

Naturalmente, abbiamo anche ottenuto la copia del libro appena pubblicato, che illustra tutte le vicende riguardanti il modello del Duomo fino al più recente riallestimento, il nostro piccolo “escamotage” per godere di questa visita privilegiata.

Andrea Cassarino e Leonardo Poncina, classe 3 DLS