“Io non morirò mai, morirà solo il mio corpo”.

Il ricordo di Marcella.

21 marzo, Giornata Nazionale in ricordo delle vittime innocenti di mafia. 22-24 marzo, le quarte del Liceo delle Scienze Applicate dell’ITIS Cardano incontrano la signora Marisa che, con orgoglio e dolcezza, ci accompagna in un percorso per conoscere la vicenda di sua figlia, Marcella di Levrano. Con lei c’è anche Aurora Marzo, che presenta l’Associazione Libera, fondata nel 1995 da don Luigi Ciotti, il cui scopo è quello di contrastare la mafia con la cultura della legalità. A Pavia, in piazza Italia, i cittadini si sono ritrovati per leggere insieme a Libera gli oltre mille nomi delle vittime innocenti. Tra questi nomi c’è anche Marcella di Levrano e a lei, la cui giovane vita è stata strappata dalla mafia, è intitolato il presidio pavese di Libera.
Dal 2012 la mamma Marisa ha deciso di parlare di Marcella nelle scuole e ci appare fiera di testimoniare il coraggio che sua figlia ha avuto nel reagire alla cultura mafiosa, in cui era rimasta coinvolta.
In un paese della Puglia, nel 1964, nasce Marcella, ha due sorelle e Marisa la descrive come “una bambina allegra e piena di energie”, ma quell’allegria è destinata a spegnersi quando, una sera della seconda liceo, Marcella non torna a casa e per due giorni non dà sue notizie. Quando la ritrovano non è più la stessa, le sorelle e la mamma non capiscono, fino a quando non scoprono che Marcella è sotto effetto di sostanze stupefacenti. Inizia un periodo difficile per la ragazza, la vita di Marcella si intreccia con quella della ancora poco conosciuta Sacra Corona Unita. Marisa in quegli anni chiede aiuto agli ospedali, alle comunità e alle istituzioni, ma invano. Dopo quattro anni passati ad arrangiarsi in ogni modo per permettersi la droga, Marcella scopre di essere incinta e decide così di allontanarsi dal circolo vizioso per dedicarsi alla figlia. Tiene un diario e dedica alcune pagine alla nascitura che ancora ci toccano nel profondo: “Ti insegnerò cos’è la sofferenza, ti insegnerò a soffrire”, ma per Marcella, che di sofferenza ne ha già provata, quei mesi felici e sereni stanno per finire. A pochi mesi  dalla nascita, la piccola Sara rischia di morire e Marcella, per la tensione, ricade nel giro di droga. Due anni dopo i servizi sociali le tolgono la bambina e questo accende in Marcella un desiderio di riscatto tant’è che, nel 1987, inizia a collaborare con le autorità: nei tre anni successivi denuncia tutte le terribili vicende di cui è a conoscenza. Ogni sua parola è registrata e trascritta per la sua deposizione nel maxi-processo del novembre 1990. Ma per la Sacra Corona Unita Marcella è ormai una vera e propria minaccia. Nel marzo 1990, Marcella viene presa, portata in un bosco ed uccisa a sassate, il corpo è abbandonato sotto alcune foglie per essere ritrovato solo dieci giorni dopo.  “Io non morirò mai, morirà solo il mio corpo”, il suo sacrificio e il suo spirito risuonano nelle parole di Marisa ed ora anche in tutti noi.

Federica Necchio, Desirè Sagoleo, Amira Saidi, Francesca Viola     4BLS