Incontro con l’autore : Marcello Simoni

 ESSERE SCRITTORE

Essere scrittore? Una domanda che ci poniamo spesso.
A volte ci capita di pensare come possa essere la vita e il lavoro di uno scrittore; ma ci risulta difficile concepirlo perché non abbiamo mai provato a scrivere qualcosa di più lungo di un semplice brano.

Ad una prima impressione può sembrare facile. Certo tutti bravi ad immaginare, ma ogni tanto bisognerebbe anche provare. Sarebbe necessaria prima di tutto molta immaginazione: non è semplice scrivere una storia che possa interessare a qualcuno al di fuori di noi stessi! Forse proprio per questo non saremmo in grado di diventare scrittori. Ma “mai dire mai”.

Proprio di lettura e scrittura abbiamo parlato, sabato 21 novembre 2020 in streaming, con Macello Simoni, autore della saga dedicata a Ignazio da Toledo e intitolata “Il mercante di libri maledetti”, libro vincitore del Premio Bancarella nel 2012.

La scrittura ci consente di creare qualcosa che ancora non esiste, immaginandolo nella nostra testa;  per ciò Simoni ci consiglia di leggere tanti libri per coltivare la nostra immaginazione e farla diventare potente.

Marcello Simoni ci ha augurato di aver sempre con noi molta fantasia, perché è la cosa più bella che ci possa essere e non rende la vita noiosa. Pensandoci, se si è ricchi di fantasia ci si annoia raramente, perché si ha sempre qualcosa di nuovo e diverso da svolgere. Noi, purtroppo, non siamo mai stati  grandi lettori, ma ora siamo consapevoli che la lettura rende persone migliori, più interessanti perché le persone che non hanno mai letto da giovani, diventano “piatte e grigie”.

Ci hanno colpito molto queste parole e ci hanno fatto capire come forse anche noi, dopotutto, seguiamo la massa, sempre attenti a imitare le ultime mode per non risultare “differenti”. Senza leggere non possiamo elaborare idee e pensieri diversi, ma solo andare dietro agli altri come delle pecore in un gregge.

Un’altra cosa che ci ha colpiti durante l’incontro è stato scoprire che Simoni tiene un diario nel quale disegna la storia che immagina e poi scrive. Pensiamo che questo modo di scrivere e narrare, disegnando ciò che si immagina, sia straordinario perché egli riesce a rappresentare e a dare corpo alla sua fantasia, alla sua immaginazione, al suo modo di pensare e di essere; ciò significa che mentre scrive ha in mente l’aspetto fisico dei personaggi, i luoghi dove si svolgono le vicende e tutti i più piccoli particolari.

Dopo sabato 21 novembre ci siamo appassionati di più alla lettura e abbiamo capito che lettura significa anche cultura; la lettura ci arricchisce e, nelle nostre conversazioni, potremo finalmente trascurare i soliti argomenti banali, ripetitivi e di cronaca, per attingere al tesoro di idee che solo i libri o anche il cinema o il teatro ci possono donare.

Siamo rimasti veramente colpiti dall’incontro con Marcello Simoni e rifaremmo  molto volentieri un’esperienza simile. Sicuramente ricorderemo questo incontro per molto tempo.

                                                         Arianna Masi e Tobia Traverso, 1 DLS

 

Incontro con lo scrittore Marcello Simoni

Sabato 21 novembre 2020 si è tenuto l’incontro con lo scrittore Marcello Simoni, durante il quale l’autore ha parlato, agli studenti della I DLS, di se stesso e della sua passione per la lettura e per la scrittura, coltivata sin da quando era un ragazzino, oltre che del suo ultimo romanzo: ‘’Il segreto del mercante di libri”.

Simoni ci ha raccontato che scrivere gli è sempre piaciuto e inventare storie lo ha aiutato a mostrare le energie e i sentimenti che teneva inespressi. Da adolescente frequentò il liceo scientifico e, durante il periodo di studi, si rese conto che la sua più grande passione era scrivere. Si laureò poi in lettere, lavorò come bibliotecario e archeologo e poi cominciò a scrivere romanzi. Ora si dedica totalmente alla scrittura ed è riuscito a trasformare la sua fonte di divertimento e svago nel suo lavoro.

Durante l’incontro si sono approfonditi diversi aspetti della lettura: la lettura è innanzitutto un’attività preziosa, capace di modificare e variare il proprio modo di pensare, di agire e di stimolare l’immaginazione; la lettura è anche un importante mezzo di apprendimento, con il quale arricchire il proprio lessico e il proprio vocabolario. Come ha affermato Simoni, la lettura permette  di vivere in più mondi, in più vite e, a volte, aiuta a disconnettere la propria mente dalla realtà.

Un altro punto che lo scrittore ha toccato è stato l’interesse che le persone possono suscitare negli altri, quando si interessano non solo di lettura ma di molte forme d’arte come  il cinema o la musica, per poi definire le persone che non si interessano di questi argomenti ”persone grigie’’, persone banali, ripetitive e noiose; l’esempio preso in causa da Simoni è stato quello di un ipotetico appuntamento con una ragazza che giudicherebbe senz’altro più interessante un giovane capace di di dialogare con discorsi brillanti, ricchi e fantasiosi.

In conclusione, il messaggio che l’autore ha voluto trasmettere è che una persona deve essere se stessa, diventare indipendente e in grado di distinguersi dalla massa. Simoni ha mostrato di essere esattamente così, semplicemente se stesso, e anche se questo gli ha portato una certa fama, è pur sempre una persona umile e sincera, che di certo non ostenta.

                                          Kamila Zaiduloeva e Gabriele Lamonaca, 1 DLS

 

Il segreto del mercante di libri:  recensione

“Il segreto del mercante di libri”, scritto da Marcello Simoni, è stato  pubblicato da Newton Compton Editori nel 2020 .

Il libro è un thriller storico; i luoghi e il tempo sono reali così come alcuni dei personaggi, mentre i protagonisti sono inventati ma verosimili. La storia è ambientata nell’anno 1234, quando il mercante di reliquie Ignazio Alvarez da Toledo torna in Spagna dopo due anni di permanenza alla corte di Federico II di Svevia, durante i quali è stato collaboratore di Michele Scoto. La sua presenza in Spagna è richiesta dal magister Sarwardo che è giunto in possesso di un antico medaglione contenente una reliquia rappresentante i mitici Dormienti, sette giovani che secondo una leggenda conoscevano i segreti dell’immortalità.

Ignazio si reca a Mansilla perché il figlio Uberto è rinchiuso in prigione; ma  viene attaccato da alcuni sicari di una segreta confraternita di giudici, la Saint-Veheme,  da cui Sarwardo lo salva. I due si dirigono al monastero di Santa Eufemia dove il protagonista si riunisce ai familiari; ma ben presto la famiglia Alvarez è costretta di nuovo a separarsi: la moglie Sibilla si reca nel monastero di Santa Maria la Real per scoprire il segreto del suocero Ramiro Álvarez; Uberto con la moglie Moira e la figlioletta Sancha si dirigono verso un rifugio sicuro; Ignazio e Sarwardo vanno alla ricerca della Grotta dei Sette Dormienti. Sibilla non riesce nel suo intento perché il domenicano Pedro Gonzalez ha già scoperto prima di lei il segreto di Ramiro; la donna si mette fortunosamente in salvo grazie a Willame, ex compagno di avventure di Ignazio, che la accompagna a Palermo. Sempre alla corte della città siciliana si dirigono  Moira e Sancha, affidate ad Asclepius, bibliotecario di La Coruna e amico di Ignazio. Infine Uberto parte alla ricerca del padre.

Dopo molteplici avventure, Ignazio  raggiunge la leggendaria grotta dei Dormienti, che si trova nell’isola di Antalia nell’Atlantico, dove fa l’amara scoperta che  Sarwardo, in verità affiliato della Saint Vehme, lo ha tradito. La scena finale è rocambolesca perché nella grotta si trova un enorme orologio ad acqua, un’antica grande clessidra che, al movimento impresso da Ignazio, travolge tutto con una cascata d’acqua. Invano Uberto, giunto lì fortunosamente, chiama il padre: l’uomo viene inghiottito dalle acque o si salva come un redivivo Indiana Jones? Il libro ci lascia senza una risposte forse perché Simoni ha in progetto una nuova avventura per il suo eroe Ignazio da Toledo.

La storia è piacevole e scorrevole grazie alla lingua adottata dall’autore, senza dubbio raffinata e aderente al periodo in cui la vicenda viene ambientata, il Medioevo; il lessico è  ricercato, comprende dei termini antichi, ma risulta complessivamente chiaro e comprensibile. Inoltre i continui cambi di scena tra i vari capitoli rendono la storia misteriosa e intrigante.

La narrazione è ricca di dialoghi e anche di  frequenti descrizioni sia dei luoghi che dei personaggi.

Il romanzo è diviso in cinque parti, a loro volta suddivise in brevi capitoli; il narratore racconta in 3° persona ed è onnisciente; descrive in modo dettagliato sentimenti e pensieri dei personaggi, come se entrasse nelle loro menti. La focalizzazione combina i punti di vista dei vari personaggi.

Il libro presenta anche alcune illustrazioni che sono state realizzate dall’autore stesso, disegni in bianco e nero collocati all’inizio di ogni parte in cui è suddiviso il libro e in particolare nei primi capitoli.

Secondo il nostro parere l’opera è ricca di colpi di scena, per cui sicuramente ha appagato le aspettative; in particolare appare sorprendente il finale, inaspettato e sostanzialmente aperto a nuovi capitoli che potranno nascere dalla fervida fantasia di Simoni.

Tuttavia consigliamo ai futuri lettori di leggere la storia godendosela, di essere pazienti e capire il libro pagina dopo pagina, cercando di immedesimarsi nel protagonista per scoprire un mondo nuovo, un Medioevo misterioso.

                                   Andrea Garetti, Arianna Masi, Emma Novarini,  1 DLS