BUON ANNO A TUTTI

L’anno del vaccino: con questo appellativo, salvo sorprese amarissime come quelle che ci hanno riservato gli ultimi mesi, passerà alla storia il 2021.
“Mai un vaccino era stato realizzato in così poco tempo” è la frase che riassume uno dei punti principali del discorso di fine anno di Sergio Mattarella. Il presidente ha voluto sottolineare come, grazie alla collaborazione reciproca tra gli stati, la scienza abbia stracciato i limiti conosciuti. Alla luce di questo, Mattarella invita i capi di Stato a lasciare da parte velleità, tornaconti, egoismi e ad investire in modo da permettere a tutti di vaccinarsi.
Rileggere queste parole nel mese di febbraio fa riflettere: i ritardi nelle consegne dei vaccini e una crisi di governo fuori luogo amplificano notevolmente il clima di incertezza e inquietudine; i soliti negazionisti e l’eco del trambusto che ha seguito le elezioni americane, provocano straniamento e rabbia.
Ovvio che la speranza non morirà mai, ma “l’anno della sconfitta del virus e il primo della rinascita” poteva sicuramente cominciare molto meglio, ma anche peggio. Abbiamo undici mesi per non vanificare il lavoro di tutti gli scienziati del pianeta e collaborare alla costruzione di un mondo nuovo, di un’Italia nuova. La battaglia contro il virus può essere considerata come la “Terza Guerra Mondiale”. Guerra che non è stata combattuta, e alcune notizie dello scorso marzo potevano far pensare al contrario, contro la Cina, bensì contro quello che è stato definito un “nemico invisibile”. Se nel 1945 sono state gettate le basi di una società liberale ed egualitaria, nel 2021 dobbiamo virare verso un modello di società solidale e basata sulla collaborazione reciproca. Il vaccino non sarebbe solo l’emblema del progresso scientifico e tecnologico, ma anche delle infinite potenzialità derivanti dall’utilizzo mirato delle risorse delle nazioni. L’obiettivo di tutti è fare in modo che nei calendari, dopo la data 31 dicembre 2019, venga 1 gennaio 2021.

FRANCESCO MATTEO TRESPIDI 5DLS