Un Natale molto particolare

Il Natale è il giorno in cui gli italiani festeggiano, si ritrovano e si scambiano i regali.
Per noi cinesi, il Natale non esiste, è più simile al Capodanno cinese o alla festa di primavera, dove anche noi riuniamo le famiglie, festeggiamo con i parenti più stretti, e i bambini ricevono dagli adulti regali tanto desiderati o somme in denaro.
Il Capodanno è una delle più importanti e maggiormente sentite festività tradizionali e celebra per l’appunto l’inizio del nuovo anno secondo il calendario cinese; inizia tra il 21 gennaio e il 20 febbraio e finisce all’inizio di marzo.
Ma quest’anno la festa è particolare e molto meno allegra, perché la pandemia, iniziata a febbraio a causa del coronavirus, continua ad uccidere ancora molte persone; nonostante i suggerimenti dei governi di portare le mascherine, di non creare assembramenti, i malati continuano ad aumentare e stare a casa “isolati” è l’unica scelta che possiamo fare.
Alle persone che sono costrette a stare lontano dagli affetti, il non poter rivedere i parenti e stare in famiglia, provoca molta sofferenza e camminando per la città, nonostante le istituzioni stiano cercando, attraverso le illuminazioni, di ravvivare gli animi e la speranza, si capisce che non sarà una festa piena di allegria e felicità come negli anni passati.
Il 25 dicembre, alla mattina, mi sveglierò come al solito, mi accorgerò che è la festa di Natale, ma purtroppo con il virus i miei genitori mi impediranno di  uscire di casa, e poiché non abbiamo parenti a Pavia, non potrò invitare nemmeno gli amici e passare del tempo con loro, a giocare e a pranzare mangiando cibi deliziosi come è accaduto negli ultimi 4 anni da quando mi sono trasferito in Italia.

QinLe Chen, 1 DLS