Trump e Biden, lo scontro continua

È ufficiale, le chiavi della Casa Bianca verrano consegnate a Joe Biden che, con ben 306 voti a suo favore (contro i 232 trumpiani), è eletto nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Qualcuno tuttavia sembra non voler accettare la sconfitta… Donald Trump, ex-presidente repubblicano, è determinato, non cede e tantomeno molla la presa sul titolo che ormai, dopo 4 lunghi anni, è costretto ad abbandonare.

Così la politica americana pare bipartirsi: da un lato Biden, sicuro e del tutto deciso della legittimità della sua elezione, avanza i suoi primi progetti al pubblico; dall’altro, Trump, il viso contratto in una smorfia di disapprovazione, insiste sull’esigenza di uno scrutinio delle urne più accurato, minuzioso, limpido e senza “trucchetti”… insomma, non si può certo dire che il fair play sia il suo forte.

Per assecondare comunque le richieste di Donald e dimostrargli l’attendibilità dei risultati delle elezioni, stati come Pennsylvania, Georgia, Michigan, Nevada e Wisconsin hanno rimesso in gioco le carte, ma nuovamente (e forse anche definitivamente) la vittoria di Biden e i relativi voti sono parsi schiaccianti, Trump deve arrendersi e mettersi da parte una volta per tutte.

Giocato questo Jolly, Trump ha però deciso di sfoderare un secondo bonus, un po’ bizzarro, ovvero quello di chiedere ai governatori repubblicani e ai parlamenti locali di non ufficializzare i risultati emersi dallo scrutinio delle urne: pietrificati nel limbo, questi ultimi sono in condizioni tali da temere eventuali rappresaglie dell’ex-presidente… una situazione delicata che gioca a sfavore dei democratici, che si muovono in sottofondo, nelle retrovie in secondo piano, perché la scena è ancora tutta di Donald Trump, e i riflettori puntano ancora su di lui.

Una cosa è certa, avendo ormai più e più volte ricevuto un riscontro negativo alle sue ipotesi, Trump deve rassegnarsi, mettersi il cuore in pace abbandonando definitivamente l’ambizione di Presidente 2020/2024.

In ogni caso, l’insoddisfatto ex-presidente non svanirà del tutto dal panorama politico americano, bensì rivestirà ancora con tutta probabilità cariche influenti, perpetrando questa sorta di “guerriglia” verso Biden. Le piste in cui si snoda la sua campagna sono fondamentalmente tre: la prima è quella dei ricorsi in tribunale per opporsi ai risultati (fino ad ora dimostratasi pressoché inefficace); la seconda, già precedentemente citata, è il pressing sui parlamentari repubblicani; la terza ed ultima, ma non meno importante, è la martellante campagna di disinformazione (ove Trump accusa “Voti illegali per ribaltare il risultato”)  che attua, senza fornire dati che sostengano il suo punto di vista.

Tuttavia, nonostante questa massiva opera anti-democratica che sfiora l’inverosimile, Trump sembra ormai essere “più fuori che dentro”: usate tutte le chance a sua disposizione, nessun riscontro ottenuto, il presidente in carriera cederà a breve, definitivamente, la scena a Biden, pronto a far conoscere all’America le iniziative della nuova presidenza blu.

                                                           Silvia Rizzardi 4 DLS, ITIS CARDANO