Guerriglia tra i seggi

03 Novembre 2020

Mancano ormai poche ore al termine del cosiddetto election day, il giorno in cui gli Stati Uniti, il paese con maggiore peso politico ed economico mondialmente parlando, deciderà chi mettere alla sua guida per i successivi quattro anni.

La videoconferenza del 26 Ottobre tenuta dalle giornaliste Marilisa Palumbo e Viviana Mazza del Corriere della Sera è stata  esplicativa riguardo agli sforzi dei due candidati durante la  lunga e travagliata campagna elettorale.

La sfida tra i due politici, Joe Biden, democratico ed ex vicepresidente di Obama, e Donald Trump, il suo sfidante repubblicano già alla Casa Bianca da un mandato, è molto accesa su entrambi i fronti, e gli sfidanti hanno cercato, ognuno a modo suo, di portare dalla loro parte più elettori

La pandemia di Covid di certo non ha facilitato le cose, limitando i comizi e impedendo molti dei confronti in diretta tv tipici della campagna americana; Trump da parte sua ha fatto in modo di tenerli ugualmente, venendo contagiato lui stesso e dovendo fermarsi per alcuni giorni, fremendo di impazienza fino al giorno in cui è stato finalmente dichiarato guarito. Per questo motivo, e non solo, molti americani reputano nelle sue scelte una scarsa considerazione della pandemia, con danni osservabili da tutti noi nei numeri che il suo stato ha raggiunto in termine di contagiati; nonostante questo però è evidente che è quello con più carattere tra i due, che ha sfidato il virus faccia a faccia senza timore.

Anche nella campagna via web il candidato repubblicano è stato molto attivo, scrivendo anche più di un post al giorno su twitter, con frequenza e intensità variabile, ma con messaggi provocatori o talvolta offensivi rivolti al suo rivale o direttamente agli americani.

Il Covid19 non ha influenzato solo l’opinione pubblica e la campagna elettorale, ma anche la modalità stessa di voto: circa 40 milioni di cittadini hanno votato per posta settimane fa, seppur questo metodo sia molto contestato da Trump perché secondo la sua opinione i voti potrebbero essere con maggiore probabilità contraffatti: è proprio a causa di questa sua diffidenza che probabilmente Biden riceverà la maggioranza dei voti postali.

Parlando di statistiche, per ora il preferito è proprio Biden, ma come dimostrato 4 anni fa tutto può cambiare all’ultimo; infatti Trump punta sui cosiddetti “grandi elettori” negli Stati chiave che gli hanno permesso nel 2016 di sedere dove è ora; e chissà, magari lo porteranno alla ribalta anche in questa occasione.

 

5 novembre 2020

Le elezioni

Il 3 Novembre è finalmente arrivato il fatidico election day, e passerà ancora più di una settimana prima che tutti i voti vengano conteggiati; ma alla fine il risultato è eccezionale, perché l’America con un’affluenza del 70%, ha raggiunto il suo record dopo circa un secolo.

I sondaggi avevano previsto la vittoria da parte di Biden, che si è verificata, ma non è stata schiacciante come si era pensato; infatti ha vinto con poco più del 50%, rivelando errate le previsioni precedenti che avevano dato per scontato una sconfitta macroscopica di Trump.

Ma i sondaggi non potevano essere precisi, perché per molti fattori la gente avrebbe potuto mentire dicendo di essere dalla parte di Biden; uno dei tanti motivi potrebbe essere l’impopolarità del presidente in carica dovuta ai suoi comportamenti e alle sue scelte poco condivise sulla gestione del Coronavirus e sul movimento Black lives matter. Con le sue mosse astute è riuscito a trasformare i due argomenti,  lontani dalla scena politica, nel centro della sua lotta: ma questo non è andato a suo favore perché la sua noncuranza specialmente nei confronti del virus, con apparizioni pubbliche troppo appariscenti senza mascherina hanno abbassato la sua credibilità.

Anche per le cause sopracitate è stato etichettato da tutti come esuberante e incoerente, capace di essere a capo di una nazione ma non di compiere le scelte giuste per la sicurezza dei cittadini singoli.

Dalla parte opposta invece, troviamo Biden, un uomo posato che emana calma, esattamente l’opposto di Trump; quello che gli americani stavano cercando.

Da quando i risultati sono stati resi pubblici però Trump non si è ancora dato per vinto, non riconoscendo la presidenza al suo sfidante e accusandolo di brogli, con parole false e contraddittorie, e chiedendo il riconteggio in vari stati, ad esempio in Pennsylvania e in Nevada, promettendo in cambio prove che non sono altro che accuse già smentite o poco rilevanti.

Trump non ha intenzione di cedere, anche se ormai tutto si sta procedendo verso la fine della sua permanenza alla Casa Bianca.  Tutto avrà fine il 20 Gennaio 2021, quando in mancanza delle prove sui brogli elettorali, Biden sarà ufficialmente il nuovo presidente.

                                                                  Laura Girardi 4 DLS, ITIS Cardano