Questa è la Società che vogliamo?

Il Governo, attraverso un DPCM emanato in questi ultimi giorni, ha alleggerito alcune restrizioni imposte nelle precedenti settimane di lockdown, dovute al seguito della crisi epidemiologica “COVID 19 “ che sta interessando il nostro territorio.

Tale provvedimento prevede una parziale possibilità di intraprendere alcune uscite, sempre che tutto avvenga con  buon senso, che vengano rispettati il divieto di assembramento, il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano almeno utilizzate protezioni delle vie respiratorie

Nonostante queste restrizioni previste dalla Fase 2 siano fondamentali al fine di evitare il contagio e la diffusione del virus, le stesse non vengono rispettate e questo avviene in tutta Italia, dal Nord al Sud.

Le strade si riempiono ogni giorno di persone poco responsabili che non si fanno problemi a violare tutti i divieti; le persone escono maggiormente nelle ore serali sperando che i controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine siano inferiori.

E’ assurdo! I controlli non andrebbero neanche fatti se ognuno di noi si comportasse in modo lecito e soprattutto etico.

Ma non esiste legge che possa impedire di far del male al prossimo…

Trovo che questo comportamento sia irresponsabile ed egoistico: tutti noi siamo stati privati della nostra libertà, abbiamo imparato una nuova vita, eliminando il più possibile i contatti umani diretti.

I virologi stanno dicendo a voce alta di porre attenzione, che se il contagio dovesse continuare la seconda ondata del virus sarebbe ancor più dura, più contagiati e   più decessi.

Dovremmo riflettere un attimo e pensare, non a noi che fortunatamente stiamo bene, ma a chi si trova in terapia intensiva,  a soffrire senza il conforto di alcun famigliare e a lottare sul filo sottile che ci lega alla vita.

Perché comportarsi così… a cosa serve…

Non riesco veramente a capire: sembra che le persone abbiano la necessità di infrangere le regole anche a discapito di un male comune.

Queste azioni ci dovranno far riflettere a lungo anche dopo la fine di quest’agonia: questa è la Società che vogliamo?

Una Società che non ha più valori. Il benessere ci ha portato a un cinismo globale: è triste pensare all’indifferenza ai sentimenti e a un essere umano privo di sensibilità.

Questo è ciò che penso e spero che nelle prossime settimane le persone usino più cervello e si attengano alle leggi dettate per contenere l’epidemia.

                                                                                   Nicolò Biagio Folisi,
2AI, ITIS Cardano

La passeggiata che sfida le regole

A seguito di un calo del numero di contagi e morti nel nostro Paese dovuti al Coronavirus, si è deciso dal 4 maggio di iniziare una seconda fase di ripresa fatta di restrizioni meno rigide e di alcune libertà in più, sempre però nel rispetto delle misure di sicurezza imposte. Non tutti i cittadini hanno colto questo piccolo, ma fondamentale dettaglio. Chi si gustava un aperitivo senza mascherina, decine e decine di persone a passeggiare sul lungomare senza mantenere le distanze di sicurezza… La voglia di tornare alla normalità c’è da parte di tutti, questo è chiaro, ma perché se da una parte ci sono persone costrette a rimanere in casa o a perdere il posto di lavoro o ancora peggio a stare a contatto tutti i giorni con persone contagiate, come i medici e gli infermieri, dall’altra parte ci sono persone a cui non importa di quello che sta passando il Paese?

La risposta è contenuta in un articolo di Lorenzo Marone sul quotidiano La Repubblica intitolato: “La passeggiata che sfida le regole”. Sono completamente d’accordo con quanto espresso dall’autore dell’articolo.

Sono d’accordo sul fatto che non serve l’esercito che ci impone di rimanere in casa: basta solo un po’ di senso di responsabilità, perché si può fare una passeggiata in campagna, si può andare a prendere una pizza o un gelato, ma con responsabilità usando dispositivi di protezione individuale o con la diffusa modalità d’asporto.

Sono d’accordo con il fatto che quello che sta succedendo, ma in generale la vita, va vissuto con più umiltà e meno presunzione, perché contro i problemi più grandi di noi bisogna limitarsi al rispetto di ciò che ci viene detto e consigliato di fare senza ritenersi intoccabili e immuni.

Sono d’accordo sul fatto che dobbiamo pensare a chi ogni giorno perde il lavoro a causa di questo problema, perché dobbiamo ritenerci fortunati a poter avere tutto ciò di cui abbiamo bisogno grazie allo stipendio dei genitori che fortunatamente lavorano. Inoltre un pensiero va rivolto a chi fortunatamente ha il lavoro, ma questo lavoro consiste nel salvare vite perché se sfortunatamente veniamo a contatto con questo virus riusciamo ad uscirne grazie a loro.

Un mondo più umile, lento, rispettoso, che presta attenzione alle piccole cose e non che cerca di mettersi in mostra per apparire migliore: questo è quello che vuole l’autore  dell’articolo ed io come lui.

                         Magnani Mattia,
2AI, ITIS Cardano

Gli eroi siamo noi

Il 4 Maggio è iniziata la famosa “fase 2” e ovviamente per tutti noi è stata una fantastica notizia, perché si possono fare cose che prima erano vietate. Ad esempio, ora, si può uscire per fare attività sportiva, si possono andare a trovare i parenti e i propri fidanzati, ma la cosa più bella è che si può uscire di casa. Ovviamente quando si esce bisogna rispettare le distanze di sicurezza.

Il problema è che, iniziando la fase 2 , ci siamo dimenticati quello che è successo nei mesi scorsi, ci siamo dimenticati che siamo rimasti in casa più di due mesi. Non ci siamo accorti che solo rimanendo in casa si combatte il virus e non uscendo con gli amici o andando al bar.

Avevano detto che bisogna evitare i posti affollati e di usare la mascherina, ma appena usciti di casa, stranamente, ci scordiamo tutto .

Non riusciamo proprio a capire che se andiamo così nei luoghi pubblici aiutiamo il virus a diffondersi. Di conseguenza, vogliamo costrinderci a rimanere ancor più tempo in casa?

Domenica 10 maggio a Napoli c’era tantissima gente che era uscita a farsi una passeggiata non rispettando le regole, cioè non rispettava le distanze di sicurezza e non metteva la mascherina e inoltre c’era molta gente in bici senza mascherina.

Questa gente, purtroppo, non capisce che non rispettando le regole peggiora la situazione. Inoltre ci vanno di mezzo regioni non contagiate come il Molise, che non ha nessun positivo ma è costretta al lockdown con la conseguenza che falliscono molte imprese.

Il mio parere è semplice: noi siamo abituati ad avere tutto e a credere che le situazioni peggiori passino sempre. Purtroppo non è così e ne siamo consapevoli, ma vogliamo far finta che non sia così. Dobbiamo capire che in queste situazioni non ci sono “eroi” ma c’è solo gente che sta morendo. E se proprio c’è qualcuno che vuole fare l’eroe, stia a casa, almeno non peggiora la situazione.

Dobbiamo capire che gli eroi possiamo essere noi, ma non presi singolarmente, ma uniti tra di noi se  rimaniamo a casa e rispettiamo le regole del  Governo.

Fabio Piovan,
2AI, ITIS Cardano

Caro diario, parte seconda

Eccoci qua, caro amico. Ci ritroviamo nuovamente su questa scrivania per discutere del mio livello di sanità mentale, nonostante sia leggermente a senso unico come discussione, dato che continui a non esistere. Non ricordi? Ti avevo già inviato una lettera tempo fa, nella quale ti raccontavo di quanto questa stressante situazione mi stesse facendo impazzire. Ne è passato di tempo dall’ultima volta e sono cambiate molte cose. Innanzitutto mia sorella si è calmata. Ha finalmente capito che gli oggetti inanimati non sono propensi a tenere delle conversazioni con le persone. In compenso mia madre si è improvvisamente appassionata alle pulizie e ogni volta che ne ha l’occasione, brandisce il suo spolverino e lo passa su ogni atomo della casa. Ha persino ufficialmente decretato la domenica come giorno delle pulizie: scoccate le sette del mattino tutte le porte e le finestre si spalancano per far entrare uccellini dai colori sgargianti, scoiattoli saltellanti, topini sorridenti e, come se non bastasse, anche dei cervi; a questo punto pensi che possa spuntare Biancaneve fischiettando e invece vieni buttato giù dal letto dalle urla furiose di mia madre.

Non è l’unica ad essere sotto stress: lo siamo tutti (me compreso). Non vedo la luce del sole ormai da tre mesi e comincio a dubitare dell’esistenza di un ambiente esterno, nonostante abbia le testimonianze dei miei amici che dicono di essersi incontrati abbracciati e sbaciucchiati per bene … come se non ci fosse una pandemia globale in corso. Mi sa che sono rimasto l’unico adolescente sotto stress perché penso che la fase due sia stata tradotta come la soluzione ad ogni nostro problema. In futuro le cose potrebbero non cambiare. Ci potrebbero essere ancora l’isolamento, gli infetti, i morti: un contrattacco del virus (e la cosa non mi aggrada). È un po’ pessimista come punto di vista, me ne rendo conto, ma ciò non toglie che le possibilità che le cose peggiorino sono più alte di quelle che prevedono una soluzione o perlomeno un miglioramento. Questo ragionamento dovrebbe giustificare la mia grande prudenza riguardo all’uscire, per cui penso sia meglio rimanere a casa almeno fino alla fine della scuola. Per quest’estate ho un solo obiettivo: non avere debiti. Preferirei di gran lunga sorbirmi altri tre mesi in stato vegetativo sul divano pensando a quanto mi sto annoiando, che doverli passare su disequazioni e guerre tra feudi. Non ho parlato di viaggi aerei low cost improvvisati verso terre inesplorate come scommetto ti saresti aspettato, amico. Ho intenzione di vedere i miei amici, per quanto mi sarà possibile, e per il resto penso che passerò il mio tempo a scrivere a te o a una fidanzata immaginaria dedicandole canzoni (il che non sembrerebbe ridicolo se foste reali).

Difficilmente le persone si rendono conto dell’importanza del futuro e di quanto sia prezioso. Ricordo di aver sentito in radio una giornalista parlare della situazione attuale in Cina. Si era soffermata parecchio a parlare della scuola e dei provvedimenti che hanno preso a riguardo, in particolare dopo una domanda che le hanno proposto: perché sono ancora così restrittivi nonostante sia passato tutto questo tempo dall’inizio del loro lockdown? Rispose semplicemente dicendo che se avessimo la prospettiva di perdere il bene a noi più caro, faremmo di tutto per tenercelo stretto, a qualunque costo. Questa giornalista voleva sottolineare il fatto che in Cina hanno una visione diversa dalla nostra. Hanno passato un intero trentennio obbligati ad avere un solo figlio per famiglia per contrastare il sovrappopolamento e ora stanno difendendo ciò che considerano più importante: il futuro (e il futuro siamo noi, giusto?). Ammetto che sia un po’ presuntuoso pensare di valere così tanto, però scommetto che non ci hai mai pensato, amico mio. Tu conosci bene il paese in cui vivo e il tipo di persone che lo abitano. Tu sai bene quanto sia alto il valore di ciò che è concreto e quindi temporaneo. Il problema più grande (da quando ha cominciato a diffondersi il virus), è considerato la crisi economica. Ovviamente non ho intenzione di sottovalutare la cosa. Sono il primo a non voler finire a vivere per strada, ma vorrei provare a concentrarmi su un problema che forse dovrebbe essere maggiormente considerato. I soldi sono la rappresentazione di ciò per cui daremmo la vita qui in Italia: il benessere istantaneo. I figli, invece, simboleggiano il futuro; quello in cui proiettare le nostre speranze. Il punto è che penso che sarebbe saggio continuare ad andare a scuola senza andarci, perché nonostante sia consapevole del fatto che attraverso uno schermo passano meno informazioni, sono del tutto certo che un virus non ci passa proprio.

Per concludere, vorrei soffermarmi un’ultima volta sul futuro, che è come se non ci riguardasse: amico mio, scommetto che se anche esistessi non mi sapresti citare nemmeno una volta in cui il genere umano abbia reso prioritario altro, oltre ciò che soddisfa le comodità immediate. Penso proprio che questo sarebbe un buon momento per farci finalmente un pensierino.

Ora devo proprio andare amico, mia madre ha scoperto che si possono comprare i “kit per la casalinga perfetta” su internet. È meglio che vada a bloccarle la carta di credito se voglio evitare di ritrovarmi senza cena per il resto della vita. Sarebbe bello poterti dire “a presto”, ma preferirei non avere bisogno di scriverti ancora quindi addio, amico mio.

Marco Ghezzi,
2CLS, ITIS Cardano