All’aria pura

Durante questo periodo di “quarantena”, forzata e obbligatoria, le mie giornate sono noiose e ripetitive. Mi sveglio la mattina presto, seguo le numerose lezioni online, dopo pranzo svolgo i compiti assegnati durante le mattine e infine la sera, con quel poco di tempo che resta, mi rilasso a mio modo.

Premetto che tutti i giorni trovo il tempo, il modo e lo spazio per allenarmi e tenermi in forma per lo sport, anche se purtroppo posso solo svolgere esercizi fisici a corpo libero, non potendo giocare e allenarmi a basket a causa del poco spazio e soprattutto del tempo che mi rimane a disposizione.

Non vedo l’ora che venga emanato il decreto che ci dia di nuovo la possibilità di uscire, di respirare aria fresca, ma soprattutto di essere e di sentirsi  liberi; ancora di più non vedo l’ora che questo stato di malattia persistente cessi, non solo in Italia ma in tutti i paesi del Mondo. Quel giorno da me tanto atteso spero arrivi presto!

Sinceramente, sto già immaginando come passerò quel giorno. Ho in mente un sacco di idee, ma so che saranno attività all’aria aperta e con amici e parenti; infatti vorrei tanto fare una grigliata con tutta la mia famiglia e andare al campetto a giocare a basket con gli amici, ritrovarli e passare del tempo insieme, tutto quel tempo che  ci è stato tolto a causa di questo grave virus.

Quel giorno, per prima cosa ciò che non mancherà sarà il sorriso e la voglia dell’aria pura del mattino, infatti con il mio papà farò una lunga passeggiata con lo scopo finale di andare a ritirare la mia moto dal meccanico e tornare felice a casa. Mi immago di tornare a casa, scendere dalla moto, togliermi il casco e trovare lì tutti i miei parenti pronti a gustarsi una prelibata grigliata di carne preparata dal mio magnifico papà, che, aiutato dalla mamma e da mia sorella, riesce sempre a sorprenderci e a soddisfare i nostri palati. Sarò già molto contento se questo si potrà realizzare!

Dopo l’abbuffata, enorme e deliziosa, immagino che sicuramente il mio primo pensiero sarà quello di andare, insieme ai miei amici, al campetto per fare una bella partitella di basket, match che sarà assolutamente intervallato da numerose chiacchiere riguardanti il periodo in casa e commenti scherzosi sul nostro “peggioramento” in ambito sportivo a causa dello scarso allenamento…

Di solito al campetto passiamo tra le due e le tre ore, ma quel giorno sarà diverso: la voglia di stare a contatto con le persone, ma soprattutto divertirsi insieme e non davanti a uno schermo, farà sì che passeremo l’intero pomeriggio insieme, e perché no, magari anche la sera! Inviterò sicuramente i miei amici al secondo round di carne grigliata, per cena; spero accettino volentieri, così potremmo continuare a divertirci ancora per qualche ora. Vorrei tanto organizzare con loro una sorta di “pigiama party”, in versione maschile, cioè basket a non finire. In base al periodo e al clima potremmo anche decidere, tempo permettendo, di passare la maggior parte del tempo notturno fuori in giardino a giocare e rientrare alle luci dell’alba per una dormita.

Concludo semplicemente dicendo che non importerà realmente se farò tutto ciò che ho descritto, ma l’unica cosa realmente importante sarà per noi giovani e per tutte le persone tornare a sentirsi di nuovo liberi di fare e di spostarci, ma più di tutto di non sentir più parlare di impedimenti e/o terribili malattie che costringono le persone a casa, a volte a danno di intere famiglie e della società.

                                                                                      Samuele Curti,
1 AI, ITIS Cardano

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