Winter is not coming

Quando abbiamo lasciato la stazione e siamo emersi dal sottosuolo, le nostre orecchie sono state riempite da un tonante boato. Per un attimo, mentre salivo le scale, mi sono sentita come i pugili dei film quando percorrono il tunnel che li conduce al ring, acclamati da un pubblico che ancora non riescono a vedere. Ma il secondo successivo mi sono resa conto di non essere in uno stadio e tantomento di essere una wrestler: abbiamo capito tutti cosa fossero le urla che sentivamo, abbiamo sorriso e indicato agli altri sopra le nostre teste, come se fossero i cherubini della Cappella Sistina.

Eravamo a Milano, bellezza ovattata dal grigiore dello smog padano, e la strada era invasa da adolescenti.

Era venerdì 27 settembre.

Annunciare così questa data può sembrare un po’ eccessivo, ma la verità è che questa giornata è stata vissuta da tutti in modo diverso. E’ persino superfluo dire che cosa sia successo lo scorso venerdì, ma a chi si sia scollegato dal mondo nel corso dell’ultimo anno, basti sapere che il 27 settembre è stato indetto il terzo “Fridays For Future”, sciopero globale per il clima.

Perchè il clima si sta lasciando andare nell’ultimo periodo – ci accorgiamo tutti che i 30 gradi ottobrini suonano un po’ altisonanti – e la colpa viene imputata all’uomo, anzi, più propriamente, all’innalzamento spropositato dell’anidride carbonica nell’aria che l’uomo causa.

Anche noi siamo andati a Milano ma in modo diverso: all’interno dei Giardini Montanelli avvolti da una coperta di voci giovanili, la lunga sfilata a fare da sciarpa a zona Porta Venezia, si è svolta “MEETmeTONIGHT”, due giorni di divulgazione scientifica organizzata dalla Notte Europea dei Ricercatori. 46 stand divisi per tematiche (ambiente, cultura e società, patrimonio culturale, salute, scienza e tecnologia), film, spettacoli, incontri con ricercatori e laboratori aperti, il tutto all’insegna della scienza.

Ma è ciò a cui abbiamo preso parte anche noi del Cardano a rendere così particolare questa iniziativa: il
Playdecide. All’interno di un capannone sono state disposte dodici tavole rotonde, ciascuna delle quali ha ospitato undici cavalieri dalla mente brillante, di cui facevano parte due prodi studenti e un valoroso insegnante dell’ITIS. A ogni partecipante sono state distribuite due carte dei fatti (per presentare dati), una carta delle storie (per dimostrare l’effetto dei numeri sulla vita reale) e due carte dei problemi (per mettere in discussione); ciascuna trattava argomenti inerenti al tema del tavolo. Quest’anno si è scelto di unificare l’oggetto della discussione e parlare di ambiente e cambiamento climatico, in onore alla manifestazione in corso.

 Ancora? Sì, ancora. Se ne sta parlando tanto in questi giorni, così tanto che rischia di essere troppo. 

L’importante non dovrebbe essere la quantità di volte che un argomento così vitale e centrale per tutti noi viene ripetuto ma, come per ogni cosa, la qualità. E credo che con Playdecide questo obbiettivo sia stato centrato.Che cos’altro ci sarà da aggiungere in merito al riscaldamento globale che non sia ancora stato detto? Venerdì abbiamo scoperto che:

  • esistono metodi per aspirare l’anidride carbonica dall’aria e immagazzinarla sotto il fondale marino;
  •  è stato messo a punto un progetto per eliminare gli uragani.

Queste idee sono spesso di difficile realizzazione perchè troppo costose o semplicemente troppo complicate.
La comodità è bella, così semplice, lineare e sicura. La comodità è comoda. E se la nostra pigrizia viene sempre di più alimentata, maggiore sarà la difficoltà nel cambiare e muoversi, decidere di fare qualcosa. Serve uno scossone, una sveglia. La mattina la sveglia grida, no? È questo che le manifestazioni del 27 settembre hanno provato a fare, gridare appelli di protesta per svegliare le persone. MeetMeTonight è un modo per tenerle attive una volta che si sono messe in piedi e, devo dire, funziona.

Gli stand presentati sono stati tanti e spaziavano dai computer alla microbiologia, dall’astrofisica ai laboratori per bambini con vestiti a tema, e non bisogna dimenticare che il tutto si è svolto in uno dei luoghi più belli di Milano, almeno per quanto mi riguarda.
E proprio sotto un salice dei Giardini Montanelli, dopo aver combattuto con un po’ d’ansia, abbiamo tenuto un’intervista in inglese per JoVE, una rivista scientifica peer-reviewed (per i meno anglofoni: che pubblica articoli riletti e corretti da personale qualificato esterno allo staff editoriale) che divulga metodi sperimentali in formato video.

Ci è stato chiesto di descrivere l’attività di Playdecide e di dare il nostro parere a proposito dell’apprendimento tramite contenuti multimediali.
L’intervista sarà presto disponibile sul sito web della rivista.

Quando siamo usciti dai giardini ci siamo sentiti decisamente stanchi, ma soddisfatti: poter discutere per così tanto tempo con ricercatori veri, professionisti esterni alla nostra solita cerchia di conoscenti, ci ha fatto capire che anche noi ingenui e sprovveduti adolescenti possiamo combinare qualcosa. Anzi, le nostre idee sono state ascoltate attentamente, a dimostrazione che anche i veri scienziati hanno così tanta sete di conoscenza da raccogliere con smania anche la più piccola e sussurrata opinione.

La voglia di sapere dovrebbe far parte di ciascuno di noi. Forse, se fosse stato così, non saremmo arrivati ad ammirare il nostro meraviglioso Monte Bianco sciogliersi come un cubetto di ghiaccio davanti ai nostri occhi.

                                                                   Roberta Basile
4 DLS

Rivoluzione ambientale al Cardano

Lunedì 23 settembre Greta Thunberg, la sedicenne svedese che ha attirato l’attenzione di grandi politici e giovani studenti, ha tenuto un discorso al Palazzo di Vetro dell’ONU con lo scopo di spingere i governi a prendere posizione a favore della tutela dell’ambiente.
“Come osate?” ha ripetuto più volte tra le lacrime, convincendo 65 Paesi a compiere un primo passo verso il cambiamento, ad impegnarsi a dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030 e addirittura ad azzerarle entro il 2050. Come traguardo sembra molto promettente, ma quali saranno effettivamente le trasformazioni nei prossimi anni?

E mentre i grandi si interrogano sul futuro del pianeta, noi, nel nostro piccolo, ci siamo chiesti come sia cambiato e come cambierà l’ITIS Cardano dal punto di vista dell’ attenzione all’ambiente. Muovendoci e osservando tra i vari indirizzi del nostro istituto abbiamo raccolto diverse interessanti informazioni.

La professoressa Stoppini, dell’Indirizzo Chimico, ci ha informato che nel corso Chimici  l’attenzione rivolta verso l’ambiente è consolidata: i docenti delle materie di indirizzo approfondiscono, nelle loro lezioni,  tematiche di Chimica ambientale e danno maggiore importanza alle biotecnologie, alla sicurezza ambientale nelle produzioni aziendali, al recupero dei gas nocivi, al trattamento delle acque e alle fonti di energia rinnovabili. Particolare attenzione viene riservata alla risorsa acqua. Infatti gli studenti delle Classi quinte con i docenti di Chimica Analitica due volte l’anno si recano sul fiume Ticino per prelevare campioni di acqua, al fine di analizzarli in laboratorio; in particolare nel 2019, il 22 marzo, gli studenti hanno presentato i risultati al Convegno tenutosi a Pavia in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua. Riguardo l’energia pulita, invece, è stato introdotto lo studio di nuove fonti: le biomasse, gli scarti di produzioni agricole e gli oli alimentari che vengono lavorati nelle bioraffinerie ottenendo biogas, biometano, bioetanolo, biodiesel; anche l’idrogeno potrebbe essere uno dei vettori energetici del futuro poiché, quando bruciato, non emette CO2 ma acqua. La tecnologia a idrogeno ha però un  limite: per la produzione di tale gas occorrono in ogni caso petrolio o biomasse.

La professoressa ci ha inoltre voluto parlare di  un chimico italiano, precursore della ricerca di fonti alternative, che già nel periodo della Prima Guerra Mondiale cercava un’alternativa ai combustibili fossili, Giacomo Ciamician che, nel 1912, all’VIII Congresso Internazionale di Chimica Applicata a New York, presentò una relazione intitolata La Fotochimica dell’Avvenire, di cui riportiamo alcuni frammenti: “La civiltà moderna è figlia del carbon fossile; la terra ne possiede ancora enormi giacimenti: ma essi non sono inesauribili.
Non potrà mai apparire conveniente il produrre energia solo  con le relative piccole riserve di carbone che le passate epoche geologiche ci hanno dato in retaggio”.Il professor Colombo, invece, dell’ Indirizzo di Meccanica ci ha messo al corrente del fatto che l’anno scorso è stata richiesta al Ministero l’introduzione di una novità nell’Offerta Formativa, che verrà forse presa in considerazione: un nuovo indirizzo di Meccanica Energetica. Comunque, già oggi, l’istituto è dotato di attrezzature che sfruttano l’energia ricavata da pannelli fotovoltaici e piccoli impianti idroelettrici.

Ci siamo rivolti anche alla professoressa Ricotti, insegnante di Scienze Naturali dell’Indirizzo Liceale, molto interessata al tema dell’ambiente, molto rilevante nel suo programma didattico. Come la professoressa Stoppini, crede nell’importanza del riutilizzo degli scarti, anche se, a suo parere, sarebbe ancora meglio non usare la plastica, piuttosto che riciclarla. Le sue lezioni si aprono spesso con “la notizia del giorno”, in genere a tema ambientale: una di esse si è focalizzata sul consumo energetico di Internet, molto più grande di quanto si immagini. Infatti, inviando solo otto e-mail si inquinerebbe, a livello di CO2, quanto percorrendo 1 chilometro in auto. In un’altra occasione, la professoressa ci ha parlato del giorno senza automobili a Bruxelles, che avrebbe portato alla diminuzione di emissioni di diossido di carbonio del 70% in una sola giornata. Ha quindi concluso spiegandoci che, per salvare il pianeta dall’intervento dell’uomo, sarebbe necessario per tutti noi cambiare stile di vita: usare i mezzi pubblici (o meglio ancora la bicicletta), limitare il consumo di carne e l’acquisto di bottiglie di plastica.

La professoressa Malvani, anche lei insegnante di Scienze Naturali dell’Indirizzo Liceale, il 27 settembre era  presente alla manifestazione di “Fridays For Future” al Castello Visconteo di Pavia. La docente ha accompagnato la classe 5aC-LS che ha realizzato dei cartelloni sul tema dei cambiamenti climatici, poi appesi agli alberi del giardino del castello e illustrati ai passanti. La professoressa in passato aveva anche avviato un progetto nel giardino della scuola, in cui i suoi studenti potevano prendersi cura di un piccolo orto e fare esperienza pratica. Dopo due anni, però, è stata costretta ad arrestare l’attività, perché l’orto veniva maltrattato e il sistema d’irrigazione distrutto; perciò spera di poter riproporre l’iniziativa approfittando del maggior interesse per l’ambiente riscontrabile negli ultimi tempi.

Ma torniamo alla domanda che ci siamo posti all’inizio: è vero che alcuni cambiamenti ci sono sicuramente stati, ma crediamo che la scuola potrebbe promuovere più iniziative, sensibilizzare i ragazzi, imporre regole più severe per quanto riguarda la cura di giardino e cortile e il riciclo della spazzatura, a partire dal ridurre al minimo il consumo di plastica. Noi studenti, invece, dovremmo trattare con più riguardo l’ambiente scolastico, le attrezzature, le aule e rispettare la raccolta differenziata, dal momento che, come purtroppo abbiamo notato, spesso e volentieri nei cestini non vengono gettati i rifiuti corretti.

 Paolo Milasi, Claudio Clerici, Pietro Reali
classe 4 DLS 

Pavia con Greta per il pianeta

Chi avrebbe mai pensato di dover chiedere il permesso per avere un futuro? Eppure un’intera generazione si trova di fronte a questo dramma.
Il “Come osate?” di Greta Thunberg non è un grido isolato, 
chiuso nelle quattro mura dell’auditorium nella sede dell’Onu in cui ha avuto luogo il Climate Summit.

Non è certo un grido che ha genere, etnia, nazionalità o estrazione sociale. E’ l’appello di una generazione. Una generazione che chiede un cambiamento alle precedenti generazioni affinché possano essercene altre in futuro.

L’appello parte anche dalle strade di Pavia, dove il 27 settembre centinaia di giovani sono scesi in piazza in occasione del “Friday for Future”, con le idee ben chiare, per far sentire la loro voce.
Stiamo vivendo una crisi ambientale che minaccia il futuro della vita sulla terra e le attività umane sono la principale causa di questa crisi.

E’ necessaria un’azione urgente, è essenziale una massiccia riduzione delle emissioni di CO2 e dei livelli di inquinamento. 

Un’intera generazione si è risvegliata alla partecipazione politica in prima persona, affinché il futuro dell’umanità e del pianeta non sia lasciato in balia della “mano invisibile” del mercato e delle multinazionali che, pur di massimizzare i profitti e sbaragliare la concorrenza, infrangerebbero qualsiasi normativa.
Sul tema ambientale si è espresso un sentimento forte, di frustrazione individuale, legata all’incertezza sul proprio futuro, e collettiva verso un sistema incapace di risolvere i problemi fondamentali per la sopravvivenza. Questo sentimento si sta ora traducendo in tutto il mondo in fiducia nella forza collettiva.

Le proposte, che più che proposte ormai, hanno sempre più il tono del “se sceglierete di deluderci, non vi perdoneremo mai” di Greta, avanzano ovunque inesorabilmente, senza più pazienza né flessibilità.

Per quanto riguarda la nostra città, le proposte avanzate dal movimento “Fridays for Future Pavia”, definiscono un obiettivo primario: nel prossimo decennio la città deve saper sviluppare la visione di una comunità che vuole affermarsi come eccellenza della sostenibilità, ispirandosi ad altre città che hanno aperto la strada all’innovazione sostenibile.

Il mondo di oggi è un insieme di città. Sempre più le comunità urbane condizionano i processi politico-economici, orientano i valori, si fanno modelli e creatori di tendenze. Il cambiamento deve partire proprio dalle città: solo se le città sapranno cambiare per diventare protagoniste di uno sviluppo sostenibile, tutto il mondo ne trarrà giovamento e imboccherà la strada di un futuro possibile.

Beatrice Pestoni e Francesca Manara,
di 5 DLS

Pronti, partenza…via!

SEMS 2019 – Settimana Europea della Mobilità Sostenibile: il Cardano c’era

20 allievi dell’Istituto Tecnico Industriale Gerolamo Cardano di Pavia, guidati da Edoardo Castelnuovo, studente dell’istituto stesso e membro dell’Associazione Giovanile “Le Torri”, hanno rimesso a nuovo trenta biciclette di proprietà della loro scuola. Il tutto è stato reso possibile grazie ad un laboratorio di Ciclofficina offerto annualmente agli studenti delle scuole superiori della città dal progetto Scienza Under 18 e finanziato dal comune in collaborazione con FIABPavia.

Durante il corso i ragazzi hanno imparato a mantenere, riparare ed utilizzare al meglio un mezzo molto versatile, semplice ed economico come possono essere le due ruote a pedali. Dalle riparazioni più semplici come aggiustare una camera d’aria bucata, a operazioni più complesse come la sostituzione dell’intero movimento centrale (la parte interna al telaio che permette il regolare funzionamento dei pedali) di una bicicletta, i giovani ciclo-meccanici si sono impegnati durante diversi pomeriggi di apprendimento fino al completamento del corso che si è concluso con il test su strada: una “biciclettata” svoltasi venerdì 20 settembre tra le vie del centro storico. Gli studenti sono partiti dal loro istituto per giungere davanti al palazzo del Broletto, cuore della città, durante la settimana della mobilità sostenibile. Lì si è tenuto l’incontro celebrativo con il sindaco Fabrizio Fracassi, gli altri membri dell’Associazione Le Torri e i cicloamatori del corpo docenti del Cardano; durante l’evento, gli studenti che hanno partecipato al corso hanno tenuto una breve lezione di ciclofficina aperta alla cittadinanza.

La preside del Cardano, prof.ssa Gatti Comini, orgogliosa dell’innovativo progetto, ha già offerto la disponibilità ad ospitare anche per il prossimo anno i futuri partecipanti dell’iniziativa oltre a programmare, con la collaborazione dei docenti di Scienze Motorie, una serie di uscite per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto ecologico.

Edoardo Castelnuovo e Silvia Rizzardi
 4BLS e 3DLS