La dama veneziana e il mostro marino

La fiaba moderna dei grattacieli di Venezia

Una cristalleria. Una vetrina trasparente, sottile, fragile. Un mondo incantato e bellissimo. Davanti alla porta d’entrata c’è una riproduzione di piazza San Marco a Venezia, completamente in vetro. Nella strada di fronte alla cristalleria passa un camion, ma sbanda e sfonda la vetrina: San Marco finisce a terra in mille pezzi.

Venezia è un’antica principessa, bellissima ma cagionevole, un modellino in vetro di Murano. Ma la gente vede solo il suo splendore, ai problemi ci si penserà dopo: navi gigantesche le passano accanto, a poche centinaia di metri, rischiando di mandare in frantumi il già precario equilibrio di una città presa sotto assedio da milioni di turisti.venezia1basile

La vecchia signora ha il diritto di essere rispettata, vuole ricevere i suoi “ospiti” in maniera dignitosa e mantenere alta l’immagine di un luogo incantato, dove la brezza marina porta pace e magia e non certo chiassosi mostri marini.

Alcuni studi dimostrano che piazza San Marco è inquinata quanto Pechino e qui la colpa non la si può certo dare alle auto, eppure le navi continuano imperterrite la loro rotta.

Bisogna dire che sono stati presi dei provvedimenti e fra tre-quattro anni i mostri marini dovrebbero deviare verso Marghera. Ma, nel frattempo, quante imbarcazioni rischieranno di sfondare le fondamenta medievali di una città che è stata edificata per miracolo! E in ogni caso, un provvedimento contro le grandi navi, rivelatosi poi inutile, lo si era già preso nel 2012; quindi chissà cosa succederà da qui a quattro anni.

Una rotta che incentiva ulteriormente un turismo “mordi e fuggi”, che mostra ai passeggeri la città come se fosse in una palla di vetro: la fonte primaria di entrate della città rischia di diventare la sua rovina; un’orda di barbari alla conquista di Venezia che saccheggiano, distruggono e scappano in pochissimo tempo, attaccando via terra e via mare.

Per non parlare del danno d’immagine: il vero viaggiatore che, innamorato dell’arte e della cultura, cerca di fotografare la città in tutta la sua bellezza e poesia, che ama perdersi tra le sue calli, ritroverà tra i suoi scatti “enormi grattacieli” che solcano la laguna sfiorando i pizzi antichi delle facciate della Giudecca.

C’è quindi da chiedersi se la dubbia perdita di denaro causata da un approdo periferico delle navi causerebbe un reale danno a Venezia, una città che andrebbe vissuta ma anche lasciata vivere.

                                                                                                        Roberta Basile  2^DLS

Open Day

Il 18 novembre 2017, nell’aula magna dell’ ITIS G. CARDANO, l’ atmosfera è diversa dagli altri giorni dell’anno. Le famiglie e i possibili futuri alunni sono riuniti ed ascoltano con interesse e trepidazione le parole della preside Giancarla Gatti Comini la quale, dopo aver dato loro il benvenuto, introduce alcuni dei punti di forza del nostro istituto. Per esempio, la preparazione degli studenti sia in campo umanistico che in campo scientifico, oppure l’opportunità di usufruire di laboratori specializzati e costantemente aggiornati. La preside sottolinea, con dovuta umiltà, i buoni risultati ottenuti  dagli studenti del Cardano nei loro foto open day 3successivi percorsi sia in ambito universitario sia in ambito lavorativo. Dopodiché, informa i presenti delle novità che la scuola offre, come ad esempio la possibilità per due classi prime di poter acquisire una più approfondita preparazione della lingua inglese grazie al Progetto Internazionalizzazione. In base alla nostra esperienza e alla luce delle nuove iniziative in campo, noi studenti possiamo affermare che l’Istituto Cardano (con i vari indirizzi tecnici e con il liceo delle scienze applicate) è una scuola innovativa, che prepara e rende consapevoli del mondo che ci attende.

Infine, dopo l’immancabile distinzione tra il liceo scientifico tradizionale e il liceo delle scienze applicate, le famiglie vengono invitate dagli insegnanti, calati nel ruolo di guide, a visitare l’istituto. Continua a leggere Open Day

La mia fantastica realtà

“Nessun vascello c’è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane.” Emily Dickinson

Comprare un libro è come acquistare un biglietto dell’aereo ma per una destinazione sconosciuta.

Sali, ti metti comodo e inizi a volare oltre qualsiasi confine.

Poi i tuoi occhi si posano sull’ultima parola, giri la pagina e non sei più lo stesso: dentro di te si è accesa una lampadina ad illuminare una parte della tua mente che non sapevi esistesse, un mondo nuovo.

Alcuni scrittori raccontano i problemi della società sviluppando le loro storie in un contesto verosimile, basti pensare a “I promessi sposi” di Manzoni, a “Rosso Malpelo” di Giovanni Verga, “Seduto sull’erba al buio” di Mino Milani o, più recente, “Brucio” di Christian Frascella.

Tutte storie volte a descrivere la realtà che conosciamo, per indurre il lettore a pensare, a riflettere sui comportamenti delle persone e sulle problematiche della storia che abbiamo vissuto e viviamo ogni giorno.

Ma perché l’intento didattico-moralistico non dovrebbe essere possibile anche attraverso il fantasy?

Perché anche altri mondi non potrebbero aprire gli occhi all’animo delle persone?

Il genere fantasy, che è molto diffuso soprattutto in America e ora sta trovando spazio anche sotto la penna degli scrittori italiani (un esempio è la scrittrice Licia Troisi la cui ultima produzione riguarda un nuovo volume de “La saga del dominio”), è sempre più apprezzato e interessa persone di tutte le età in moltissimi paesi, affrontando temi seri senza rinunciare alla suspense e alle emozioni. Continua a leggere La mia fantastica realtà