Indifesi fragili vulnerabili

Sono veramente così i giovani di oggi?

da “La Stampa”
da “La Stampa”

Sono sempre più frequenti i suicidi tra i giovani italiani, circa 500 all’ anno, il 25% dei gesti estremi compiuti nel nostro paese. Da questi dati possiamo capire la fragilità, la vulnerabilità dei giovani che per vergogna, o forse per orgoglio, non confessano i propri problemi ai genitori che potrebbero dare un grosso aiuto. Invece scelgono la strada più difficile, estrema, senza pensare a ciò che lasciano dietro, al dolore che faranno patire ai propri cari.

Uno dei casi più recenti riguarda un ragazzo di Lavagna, un paese in provincia di Genova. Si trovava fuori da scuola, quando ad una perquisizione gli è stato trovato addosso un pezzetto di hashish; il ragazzo stesso, poi, ha confessato che a casa ne teneva nascosti altri dieci grammi ed è stato perciò accompagnato nell’abitazione dai finanzieri. Mentre essi parlavano con la madre, sconvolta e incredula, hanno visto il giovane lanciarsi dal balcone e farla finita: forse perché si era reso conto di aver tradito gli ideali della famiglia o forse perché la madre aveva scoperto la maschera che portava, quando stava con gli amici, fuori casa. Il sedicenne ha deciso così di mettere fine alla propria vita.

Oppure possiamo prendere in esame il caso di un ventiduenne di Rovigo che il giorno di San Valentino si sarebbe dovuto laureare, ma ha deciso di lasciare i propri cari perché non gli sarebbe stato più possibile fingere. Infatti stava vivendo nella menzogna: gli esami superati, i voti ottenuti, la data dell’esame di laurea. Tutto falso, tutta una finzione. Allora ha acceso la macchina e si è recato alla stazione ferroviaria; ha aspettato e, quando è arrivato un treno ad alta velocità che viaggiava a più di 100 Km/h, si è lanciato sui binari. Il macchinista non ha potuto fare niente.

Lo psichiatra Massimo Ammaniti, intervistato da Il Giorno, sostiene che molte volte la colpa è dei genitori che si rendono troppo simili ad amici nei confronti dei figli, non mettono confini e barriere adeguate, lasciano correre gli sbagli dei loro ragazzi per evitare litigi e conflitti.

A mio parere invece la causa di molti suicidi tra i giovani è il cyberbullismo. Infatti i social sono frequentati dai cosiddetti “leoni da tastiera”, che dietro ad uno schermo arrivano ad insultare le persone o addirittura a minacciarle di morte; ma quando se le trovano davanti, salutano come niente fosse. Questa forma di bullismo potrebbe creare una profonda depressione alle vittime e portarle persino al suicidio. Lo psichiatra allora consiglia ai genitori di richiamare i propri figli se stanno troppo tempo “in rete”, perché in casi estremi ciò potrebbe portarli a chiudersi in casa, in una gabbia virtuale. Questo fenomeno è molto diffuso in Giappone tanto che gli è stato attribuito il nome “Hikikomori” e anche in Italia i giovani Hikikomori sarebbero tra i 20 e i 30 mila.

In ultima analisi mi sento di dire che stare con gli amici è una delle cose più belle che esista. Quindi, appena si ha un po’ di tempo, la cosa migliore da fare è stare con loro e socializzare NON SU UNO SMARTPHONE O DIETRO A UN COMPUTER ma “nella vita reale”. E se qualcuno viene insultato o preso a parole, deve lasciarsele scivolare addosso come niente fosse. Potrebbe essere difficile, ma aiuta anche a stare più sereni con se stessi.

Matteo Persico 2^BI

Lascia un commento