CI PIACE IMPARARE DAGLI STUDENTI DEL MIT

Da diversi anni ormai, come in molte altre scuole italiane, l’Istituto G. Cardano di Pavia accoglie alcuni studenti del Massachusetts Institute of Technology di Boston, anche conosciuto come MIT. Essi hanno il compito, in poche settimane, di insegnare in lingua inglese una materia d’indirizzo, come Fisica per i Licei o Informatica per il settore informatico. Questo progetto prende il nome di MIT- Italy e offre agli alunni delle scuole coinvolte parecchi vantaggi.

Infatti, le lezioni sono interamente in lingua inglese, spesso su argomenti che i professori provvedono prima a spiegare in italiano, così da facilitare la comprensione anche a chi con l’inglese fatica.

Anche se i laureandi del MIT non parlano in italiano, le loro lezioni risultano di facile comprensione, sia per il tono diretto sia per l’enorme disponibilità a ripetere i concetti più ostici. Inoltre, appunto per il fatto che non conoscono l’italiano, si può comunicare con loro soltanto in inglese e loro rispondono solamente nella medesima lingua. Anche gli alunni con più difficoltà sono invitati a parlare, l’atmosfera è spesso gioviale e mai imbarazzante: d’aiuto è sicuramente il fatto che i ragazzi statunitensi sono quasi coetanei degli alunni italiani.

Sicuramente curioso è anche il metodo di studio, definito “Hands On” e che si evince dalle loro spiegazioni e dalle diapositive da cui sono accompagnate. Esso è basato più sullo studio “pratico”, quindi su uno studio rafforzato da slide, esempi o esperienze laboratoriali, piuttosto che sullo studio teorico a cui sono solitamente abituati gli alunni dei licei italiani.

Queste poche settimane di lezioni, un po’ diverse dal solito, sono un invito ad imparare o migliorare la padronanza di una lingua sempre più rilevante nella società odierna e la proposta viene accolta mediamente bene dagli alunni del Cardano, che di certo non intendono lasciarsi sfuggire un’occasione simile.

Al termine dell’esperienza, la padronanza dell’inglese risulta sicuramente rafforzata e, nonostante la breve permanenza dei laureandi americani, veramente di rado i loro interventi risultano improduttivi.

                                                                                                          Luca Morgantino 5^ALS  

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