UN BRUTTO VIZIO

file_000-1Oggi, 26 ottobre 2016, alcune fortunate classi della scuola superiore I.T.I.S. “G.Cardano” sono state accompagnate per partecipare ad un incontro con due persone tanto stravaganti quanto i ragazzi della scuola stessa. Si tratta degli scrittori Luca Tarenzi e Aislinn.

Molti dei presenti non avrebbero dato neanche un centesimo a quelle due figure sedute di fronte a tutti.

La prof. Crosignani ha fatto una breve introduzione, fatta come solo una prof. di italiano sa fare. Appena passa il microfono ai due scrittori ne segue un’altra fatta in modo molto meno formale. Si scopre subito che i due sono scrittori fantasy dal carattere piuttosto esuberante.file_000-2

Una delle domande a loro posta è “Da quanto dura la vostra carriera?”A.“Prima di diventare scrittrice ero insegnante, poi ho capito che non faceva per me. Ho pubblicato le prime cose a ventisei anni, nel 2006 e andrò avanti finche non mi ammazzano.”

L.T. “Ho scritto il primo libro a ventisette anni perché ero disoccupato, mi sedevo a scrivere la sera con una bottiglia di thè, di quelle da due litri. Mi hanno pubblicato per la prima volta a trent’anni, da allora ho pubblicato undici libri.”

Dopo di che ne viene posta un’altra “Cosa sognavate di fare da grandi quando eravate piccoli?”

L.T.  “Il pizzaiolo quando ero poco più piccolo di voi, poi lo scienziato pazzo e all’università l’insegnante…ora a quarant’anni non so ancora quello che voglio fare da grande, probabilmente lo stregone.”

A.“Bho…all’inizio non sapevo bene, tant’è vero che sono finita a fare l’insegnante. Solo col tempo ho capito di voler scrivere.”

Dopo questa breve introduzione, in parte “fatta” dai ragazzi, Tarenzi dice “Sapete cosa vi dico? Se non volete leggere non leggete. Quelle che leggiamo sono storie, ma il vostro problema è che le storie vi circondano già tutti i giorni. 600 anni fa c’era il problema contrario, alcune persone viaggiavano per l’Europa con lo scopo di ricostruire la letteratura antica. Si chiamavano “Filologi”, letteralmente “Amanti delle parole”. Il loro problema era la reperibilità, il vostro è selezionare. Distinguere l’utile dall’inutile.” Questa provocazione ha catturato l’attenzione di tutti i presenti e li ha spiazzati, aiutando, così, ad avere un approccio più diretto con i ragazzi. Nessuno si sarebbe mai aspettato di sentirsi dire una cosa simile da uno scrittore.

Dopodiché Aislinn ha aggiunto “Non fidatevi mai di ciò che vi dicono gli altri: non fidatevi di ciò che vi dicono i vostri genitiori, non fidatevi di ciò che vi dicono i prof., parenti ed amici… da piccola trovavo spesso libri che i miei non volevano che leggessi, perché non adatti alla mia età. Io li leggevo lo stesso, la notte, nascosta sotto le coperte per non farmi vedere. Poi non potevo leggerli perché troppo grande per i libri con fate e mostri. Ogni volta trovavo qualcuno che mi diceva di non leggere questo o quello. Fregatevene! Dovete giudicare voi ciò che vi piace. Ascoltateli  ma fate le vostre scelte. Nessuno ha il diritto di dirvi cosa deve piacervi!”

Questi due interventi sembrano un po’ contraddittori, ma ci si può accorgere (se si legge tra le righe) che sono volti a spronarci a leggere. In realtà tutti vogliamo leggere, tutti arricchiamo le nostre storie in base ai nostri gusti personali: perciò, perché non arricchirle ancora di più leggendo qualcosa che segua quei gusti? Ognuno vuole che la propria storia sia unica, giusto? E ognuno vuole raccontarla al mondo, no? In realtà tutti lo vogliono, ma deve essere una scelta, qualcosa da leggere c’è per tutti, basta solo trovarlo.

Domanda “Cosa leggete voi per avere ispirazione?”

L.T. “Principalmente fantasy, dato che è il nostro campo, ma leggiamo di tutto. Vi dirò, spesso le ispirazioni migliori vengono dalle cose “normali”.”

A.“ In genere i fantasy non si trovano in libreria, perciò li leggiamo direttamente in inglese.”

I due scrittori iniziano a parlare della loro vita lavorativa come scrittori “Spesso la gente mi chiede se questo sia il nostro unico lavoro. Vi dirò una cosa: le persone che in Italia vivono di scrittura sono forse una decina, e scrivono principalmente racconti realistici.”

Domanda. “Quando parlate degli autori italiani che vivono di scrittura…a chi vi riferite? Gli autori italiani scrivono noioso?”

L.T. “Non scrivono noioso, ti faccio un esempio: Paolo Giordano, lui proprio non lo sopporto. (Ne segue un lungo elenco nel quale vengono messe in luce tutte le cause di odio nei suoi confronti.) Ma sono sicuro che chiunque qua dentro, dopo aver letto qualcosa di suo, possa trarre ispirazione per scrivere un fantasy. Perciò non ti dirò di non leggere, ma di stare attento a tutte le storie e a come si sviluppano. Persino a quelle dei video-games (che oggi ne hanno di fighissime.) Vedete, l’esperienza umana è sempre riducibile ad un tot di cose. Questo perché le cose che fanno parte della nostra vita sono sempre le stesse; è il modo in cui si sovrappongono tra loro che rende uniche le storie.”

Aislinn aggiunge “Quasi tutti i fantasy vengono da paesi anglofoni, ma la maggior parte dall’Inghilterra o dall’America”

Dopo di che viene fatta una domanda da parte di Tarenzi: “Chi di voi ha mai pensato di scrivere?” Si vedono dieci mani alzate. Un’ espressione soddisfatta appare sul volto di entrambi. “Chi ha mai scritto invece?” Rimangono alzate quattro mani, allora  viene chiesto ai singoli cosa nello specifico: una ragazza racconti realistici, due ragazzi racconti horror di cui uno con gli zombie e un’altra ragazza un racconto fantasy. Entrambi sono contenti, poi Aislinn racconta come lei ha iniziato a scrivere. “Ho iniziato a scrivere urban fantasy, perché mi permetteva di unire i mostri al genere realistico.(…). Tutti quanti dovranno sconfiggere dei mostri prima o poi. Penso che imparare come sconfiggerli sia utile.”

Un’ora è passata molto velocemente e siamo quasi alla fine.  Si tirano le somme e ritornano i consigli dati durante l’ora dell’ incontro. Tarenzi ripete ciò che ha appena finito di dire Aislinn. “La sconfitta del mostro non è per forza fisica, si può renderli inoffensivi, così piccoli da non crearci problemi, e questo per loro è molto peggio.” Questa frase si può applicare alla vita di tutti i giorni. Dall’ambito scolastico, a quello lavorativo, a qualsiasi altra cosa. I mostri spesso sono figure simboliche, quali le nostre paure. A volte sono reali, come un datore di lavoro o un bullo a scuola. Imparare a sconfiggerli è importante, non dobbiamo permettere a nessuno di rovinare la nostra storia. Ovviamente dobbiamo stare attenti a tutto ciò che ci circonda, e a tutti coloro che ci circondano per arricchirla ancora di più.

Giunti a questo punto, dobbiamo rassegnarci al fatto che leggere non sia una cosa così in secondo piano. Può anche tornarci utile. Quelle che leggiamo sono storie e il mondo ne è invaso, sin dall’alba dei tempi. Possono essere belle o brutte, ciò che è certo è che leggere ci aiuta a capire come viverle al meglio.

La campanella sta per suonare, gli alunni si stanno preparando per andare in classe dopo quella che sarebbe dovuta essere l’ennesima scocciatura, che invece si è rivelata essere molto interessante per tutti.

Tarenzi, per concludere dice: “Per finire, prima che usciate, voglio citarvi un nostro amico: il mondo è pieno di parole, con le quali tramandiamo le storie, imparate ad usarle e saranno il vostro principale mezzo di difesa e cambiamento…il mondo è fatto di parole, PLASMATELO!!!”

Questa frase, assolutamente veritiera, riassume i concetti espressi in precedenza. Il mondo è fatto di storie e quelle raccontate nei libri sono solo una piccola parte. Imparate a leggere e imparerete ad usare le parole, che diventeranno il vostro mezzo di difesa più grande.

Perciò, volete veramente che la vostra storia sia unica?

Pensateci.

Giulia Rampazi  2^ CLS

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