CITTADINI A TEATRO

PAVIA. Presentata nella mattinata di ieri (21/03/2019) a Palazzo Mezzabarba, sede del Comune cittadino, l’iniziativa “Cittadini a Teatro”.

Nella splendida cornice della “Sala delle Feste” autorità cittadine e  rappresentanti del Teatro si sono incontrati per indicare finalità e modalità del progetto.

 

Alla conferenza erano presenti il Sindaco di Pavia, Massimo Depaoli, Giacomo Galazzo, Presidente Delegato e Francesca Bertoglio Direttore Generale della “Fondazione Teatro G. Fraschini”. Come precisato in apertura dal Presidente G. Galazzo, “l’iniziativa, svolta in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, é inserita nel quadro delle attività di alternanza scuola-lavoro ed ha la finalità di far conoscere alla comunità uno dei più importanti enti culturali del nostro territorio attraverso i racconti di quei cittadini che oggi si stanno formando: i giovani”.

Ospiti e ciceroni di eccezione, quindi, gli studenti – accompagnati da Tutor e Dirigenti – di alcune tra le più importanti istituzioni scolastiche di Pavia; I.I.S. “A. Volta”, I.T.C.T. “A. Bordoni” e I.T.I.S. “G. Cardano”.

Come sottolineato dal Sindaco M. de Paoli “il Teatro Fraschini non costituisce solo un luogo di intrattenimento ma anche un simbolo in cui la comunità si riconosce. Esso è assieme patrimonio culturale ed eredità ricevuta la cui cura deve passare di generazione in generazione: da ciò nasce l’esigenza di mettere in contatto questa importante istituzione culturale con la collettività ed in particolare con i giovani”.

Durante le visite guidate, precisa Linda Sottocorona dell’Istituto d’Istruzione Superiore “A. Volta, i visitatori verranno condotti, in un percorso a tappe, lungo palchi e gallerie: qui verranno svelati particolari e segreti della storia e dell’architettura del Fraschini.

Rebecca Pari dell’Istituto tecnico commerciale turistico “A. Bordoni” sottolinea come l’iniziativa, realizzata grazie collaborazione tra istituzioni scolastiche, amministrazione comunale e Fondazione, costituisca un’importante occasione di crescita culturale, personale e professionale per coloro che volessero intraprendere un percorso lavorativo da guide turistiche.

L’appuntamento per chi volesse approfittare dell’occasione di visitare gratuitamente il nostro suggestivo teatro cittadino è fissato nei giorni:

– 6 aprile (presentazione a cura dell’I.T.I.S. “G. Cardano”);
– 13 aprile (presentazione a cura dell’I.T.C.T. “A. Bordoni”);
– 14 aprile (presentazione a cura dell’I.I.S. “A. Volta”).

Le visite seguiranno la scansione riportata in locandina con un ultimo ingresso previsto per le h. 17.00.

Ci accodiamo alle parole di Fabio Piacentini, portavoce del nostro Istituto, nel ringraziare la “Fondazione Teatro Fraschini”, l’Ufficio Scolastico Provinciale, i rappresentanti scolastici ed i Tutor per l’importante occasione di crescita che ci è stata riservata.

Nell’antichità i teatri sono stati luoghi della democrazia; in essi, attraverso commedie e tragedie, le comunità rappresentavano la realtà politica, culturale e morale del paese, interrogandosi sul loro presente e sul loro futuro.

In tempi moderni il teatro è spesso luogo dimenticato, soprattutto dai giovani ed ha perso quel ruolo fondamentale d’intrattenimento e di formazione del cittadino che tanto era caro ai Greci.

Sarà per noi l’occasione di riscoprire il valore di un simbolo cardine della società.

Pavia, 21 marzo 2019

Chiara Bignami, Leonardo Garofoli IV CLS

Inciampare per ricordare

Pavia, 24 Gennaio 2019. Per commemorare la Shoah e le atrocità commesse dal Terzo Reichcontro gli ebrei, è stato rappresentato lo spettacolo ”Inciampare per ricordare”.

Nel suggestivo Salone Teresiano della Biblioteca dell’ Università della nostra città, nomi volti storie di donne e uomini deportati sono diventati inconsapevoli simboli di quello sterminio e a loro hanno reso omaggio Lucia Ferrati e Giuliano Del Sorbo: la prima con la potenza delle parole, il secondo con l’emozione della pittura. L’attrice ha letto testimonianze e documenti storici, recitato prose e poesie di Calamandrei, Calvino, Kolmar, Matacotta, Levi e Ungaretti; il pittore ha realizzato dipinti dal vivo per rievocare le presenze dei protagonisti del nostro passato.
Tra le numerose lettere molto toccanti, scritte nei campi di concentramento dai deportati, ha emozionato ricordare quelle di Clotilde Giannini, nata a Tornaco il 24 dicembre 1903. La donna, oramai consapevole del suo destino, scrisse al marito di non sperare in un possibile ritorno a casa e chiedeva di prendersi cura dei figli; ringraziava infine il marito per l’affetto ricevuto. Durante la narrazione, venivano proiettate fotografie della vittima e messaggi di solidarietà di amici e parenti, spesso toccanti.
Un altro argomento trattato durante la serata è stato la posa delle pietre d’inciampo dedicate a Max Herbert e Sigismondo Bick di cui sono state lette delle testimonianze. Erano arrivati a Landriano il 14 settembre 1941, decidendo di trasferirsi nella campagna pavese perché vicina a Milano, luogo dove avevano vissuto dal 1935 al 1938 e di cui avevano conservato un buon ricordo. Max e Sigmund, o Sigismondo, come era stato ribattezzato dalla gente del posto, erano due fratelli ebrei nati a Monaco, ma che arrivarono a Landriano direttamente dal campo di internamento di Ferramonti, a Tarsia, in provincia di Cosenza. Si trovavano lì perché internati un anno prima per ordine del regime fascista e destinati al soggiorno obbligato nella provincia di Pavia, in quanto non considerati «soggetti particolarmente pericolosi». I fratelli erano dei pittori di professione e lavorarono alla chiesa di San Vittore a Landriano. La sera del 30 novembre 1943 sparirono misteriosamente, all’insaputa di tutti. Si è certi che vennero arrestati e messi su un treno diretto al campo di concentramento di Auschwitz e da Auschwitz i fratelli non fecero più ritorno.
In seguito la narratrice ha ricordato un uomo forte e tenace, che non ha mai mollato: il suo nome era Carlo Pietra. Nato a Torre de’ Negri il 3 marzo 1923 , morì il 14 marzo 2010. Egli si battè contro i nazifascisti militando nella Brigata “Paride” sino a che, nel 1944, fu catturato. Liberatosi, egli tornò nel suo paese e divenne partigiano della Brigata Garibaldi, un simbolo della lotta contro il nazifascismo. Il fratello del partigiano ricorda ancora quando, nel 1945, la speranza di rivedere Carlo sembrava oramai svanita. Ma una notte accadde l’impensabile: sentì un rumore provenire dalle scale; si affacciò, lo vide e scoppiò in lacrime con un’emozione indescrivibile. “Per mio padre è stata davvero dura” dice la figlia di Carlo Pietra, Eralda, che racconta di come il padre sia sopravvissuto alla prigionia grazie ad un operaio della Lancia di cui sappiamo ben poco.
Una cosa però è certa: era sicuramente un uomo di cuore.
Lo spettacolo del 24 gennaio si è concluso infine con l’emozionante pittura dal vivo di Giuliano Del Sorbo che, in pochi attimi e con maestria, davanti agli occhi curiosi degli spettatori, ha dato vita a una gruppo di figure umane, vere e proprie personificazioni della sofferenza e del sacrificio. Partendo da un disegno preparatorio, aggiungendo prima il colore e poi sottraendolo con gesto sicuro e vigoroso, ha fatto emergere dalla materia un’opera d’arte.
L’intenso battere delle mani all’unisono di tutti i presenti concludeva uno spettacolo toccante e nello stesso tempo potente, nell’intento di ricordare a gran voce che ciò che è stato non dovrà mai più accadere!

Lorenzo Tavazzani e Yuri De Santis classe 2^ DLS

UN MURO INTORNO AL MONDO

Nel corso della storia i muri sono stati considerati un simbolo di separazione e di chiusura, barriere innalzate a protezione dalle paure reali o presunte, o semplicemente linee di demarcazione dei propri spazi di competenza. Anche tuttora, in un mondo dove l’inclusione sembra scontata, i muri continuano ad essere costruiti per tenere lontani popoli o culture, considerati diversi.

Dopo la caduta del Muro di Berlino, che divideva in due parti non solo una città ma in realtà due mondi, nel 1989, l’epoca dei muri sembrava finita. Sembrava finalmente che avesse inizio l’epoca dell’apertura e della relazione. Purtroppo però non è stato cosi; infatti, come sempre più spesso si sente raccontare, Trump, il presidente degli USA, ha intenzione di costruire una robusta barriera al confine con il Messico, per evitare il passaggio illegale di migranti. Il presidente, non avendo ottenuto i fondi dal Congresso, ha provocato lo “shutdown”, ovvero la parziale sospensione delle attività amministrative dello stato mettendo in seria difficoltà migliaia di americani.

Trump però non è l’unico politico a progettare costruzioni di muri per separare nazioni vicine solo geograficamente; infatti anche l’Ungheria sta per costruire un muro che la separi dalla Serbia, sempre per evitare il passaggio di immigrati.

D’altronde oggi, nonostante il grande sviluppo messo in atto dall’umanità, sembra che si guardi al passato non per imparare dagli errori, ma quasi per ripeterli. Difatti nell’antico impero romano, si costruivano barriere, i limes, per evitare l’arrivo di popolazioni barbariche; in Cina venne costruita la Grande Muraglia che oggi è diventata un sito turistico di grande bellezza, ma che in passato serviva per tenere lontane le popolazioni mongoliche.

Anche la Corea, a seguito di una guerra, ha costruito una barriera per separare il Nord dal Sud; ma ancora più eclatante è il muro costruito per dividere la città di Belfast tra la parte cattolica e quella protestante.

I “muri” non sono sempre stati di mattoni e di metallo; infatti possono essere anche astratti e simbolici, come quello che si sta erigendo in Gran Bretagna, che con la “brexit” si chiuderà all’interno di un muro. Oppure, senza andare lontani, la nostra Italia che vuole chiudere i porti per evitare l’arrivo di migranti che scappano dalla guerra o dalla povertà per cercare aiuto.

Il muro è stato anche scelto come protagonista di libri, film o serie TV, come in “The great wall” un film che parla della muraglia cinese come ultimo baluardo tra il nostro mondo e un mondo di mostri.

E’ anche vero, però, che il muro non è solo una barriera. Certe volte è un luogo di ritrovo e di preghiera, come il Muro del Pianto sacro per l’Ebraismo, ultima parete rimasta dell’antico tempio di Gerusalemme distrutto dall’imperatore romano Tito.

Oggi, soprattutto noi giovani, sottovalutiamo la portata e le possibili conseguenze del “proliferare” di barriere e divisioni. I motivi sono diversi: forse perchè non siamo cresciuti all’ombra del muro di Berlino e percepiamo la sua caduta come un evento lontano ed estraneo, non come una conquista; forse perché la globalizzazione con le sue connessioni e le sue reti ci ha trasformati.

Ma non dobbiamo dimenticare l’insegnamento della storia: un muro è solo una costruzione, un muro rende solo più difficile l’incontro, ma non può fermarlo.

Non lo ha mai fatto.

                                                                                                         Simone Giri 2^ DLS

LIBERI DI CONOSCERE

CONOSCENZA:
/co·no·scèn·za/
sostantivo femminile
Dal latino cognoscentia, derivato di cognoscĕre ‘conoscere’
1. l’insieme di nozioni teoriche e pratiche risultanti dall’assimilazione ed elaborazione di informazioni durante un processo di apprendimento
2. Facoltà di percepire e di apprendere
Sinonimi:
apprendimento (s.f.), acquisizione di nozioni (s.f.), comprensione (s.f.), consapevolezza (s.f.), padronanza (s.f.), competenza (s.f.), esperienza (s.f.), cultura (s.f.), istruzione (s.f.), sapere (s.f.), coscienza (s.f.).
Ma cos’è veramente la conoscenza?
Qualcosa che non ci può essere detto da un dizionario, qualcosa che dobbiamo capire da soli.
La conoscenza è un diritto, il diritto di essere liberi, di scegliere per la propria vita e avere tutti i mezzi per farlo. Conoscenza è libertà, opportunità, autonomia.
In un mondo la cui forza di gravità ci tiene i piedi saldi a terra, la conoscenza è ciò che ci permette di tradire le leggi della fisica e volare dove ci portano le nostre ambizioni.
Perché, come scrisse Dante nei versi 119-120 del XXVI canto dell’ Inferno:
«Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.»
Proprio di questo si è parlato il 24 ottobre all’Istituto Tecnico Schiapparelli Gramsci di Milano che ha ospitato docenti e alunni di alcune scuole superiori, per aprire gli occhi agli studenti sul mondo della divulgazione delle informazioni.
Un tema molto vicino a noi ragazzi, a cui tuttavia non sempre si dà la giusta considerazione, poiché dato per scontato in una società in cui la tecnologia ci permette di varcare qualsiasi confine, o quasi.
Percepito inizialmente come un’ordinaria presentazione durante la quale ci si sarebbe aspettati di dover lottare contro le proprie palpebre per dare almeno l’apparenza di essere attenti, l’incontro si è rivelato più interessante e coinvolgente di quanto pensassimo, catturando la nostra attenzione e spingendoci a riflettere su alcune tematiche che possiamo sperimentare tutti i giorni. Ad aprire le danze è stato Massimo Esposti, seguito da Roberta Lissidini, con la presentazione del progetto “ULTIMA ORA – powered by Sky Accademy e Osservatorio Permanente Giovani- Editori”, un progetto in collaborazione con Sky TG24 che stimola sempre più adolescenti ad avvicinarsi all’arte dell’informazione con laboratori che implicano anche la produzione di brevi
video a tema giornalistico, al fine di rivoluzionare il modo di fare giornalismo.    A seguire, il cronista di Sky TG24 Luigi Casillo, Marco Ferrando del Sole 24 ORE con la presentazione del progetto “Young factor” e Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della Sera.
L’incontro si è infine concluso con l’esposizione di Sofia Cremonesi e Gioele Strada, partecipanti del corso “L’arte di parlare in pubblico”, che si sono soffermati sui vari significati che i nostri gesti assumono durante un dialogo.
Insomma, un viaggio nel grande tunnel dell’informazione che ha messo un particolare accento sulle FAKE NEWS che popolano il mondo del web: una grande ragnatela su cui si può facilmente rimanere impigliati. Un discorso di ammonimento al fine di evitare che Cappuccetto Rosso venga ingannata e mangiata dal lupo cattivo, che ci ha messi in guardia dalle notizie false che ci
prendono per mano per condurci il più lontano possibile dalla conoscenza. Troppo spesso, infatti, vengono divulgate informazioni non veritiere, distorte e alterate che condizionano le persone per uno scopo più grande, come può essere una votazione elettorale o il commercio di un prodotto!
È importante quindi non credere a tutto quello che sentiamo dire o che leggiamo su siti poco affidabili, ma vitale è documentarsi e fare in modo di sfuggire alla morsa dell’ignoranza che cerca in tutti i modi di manipolarci.

Giulia Faccini, Riccardo Basso, Matteo Sangermano classe                                           3 DLS

L’INFORMAZIONE E’ POTERE

Fake news…
Di questo si è parlato alla conferenza tenuta all’Istituto Schiaparelli Gramsci a Milano il 24 Ottobre scorso.
Come ospite dell’evento era presente il giornalista Gian Antonio Stella il quale ha fatto notare che il fenomeno della diffusione di false informazioni è più antico di quanto si pensi. Difatti come ora gruppi politici o società finanziarie diffondono informazioni distorte per influenzare le masse e favorire i loro interessi, allo stesso modo, già nel Medioevo, papa Silvestro I fece stilare un documento falso secondo il quale l’imperatore Costantino avrebbe donato territori e beni al papato.
La diffusione di false informazioni è un fenomeno ormai diffuso e continua ad essere alimentato da persone che abboccano alle esche lanciate da piattaforme d’informazione online. Anche Luigi Casillo, conduttore di Sky tg24, ha sostenuto questa tesi parlando di come venga utilizzata la distorsione delle informazioni. Essa, infatti, ha vari scopi quali il commercio, la visibilità e l’influenza politica. Secondo quanto affermato dal secondo ospite, al giorno d’oggi, una volta diffusa la falsa notizia, per le persone coinvolte è molto difficile difendersi perchè in breve le fake news fanno ribollire i social network. In realtà basterebbe un minimo di attenzione e spirito critico prima di condividerle per riuscire a limitarne la diffusione . In questo modo noi eserciteremmo parte del nostro potere di cittadini.
Proprio del potere ha parlato Marco Ferrando durante la conferenza. Il giornalista ha elencato sette delle

persone più influenti di tutto il mondo; tra di loro troviamo imprenditori e figure politiche, tutti accumulati da un cospicuo patrimonio. Da questo si può dedurre che l’influenza, quindi il potere, deriva dai soldi. Ma noi cittadini comuni cosa possiamo fare per influenzare in qualche modo la società? Non è necessario possedere una grande somma di denaro: è sufficiente esercitare il potere che abbiamo acquisito grazie allo spirito critico, all’informazione e all’amministrazione consapevole dei nostri soldi, che fa muovere anche gli ingranaggi più grandi del sistema economico-politico. Per questo si può affermare che “l’informazione è potere”.

Andrea Cirmi, Elena Emmanueli, Rachele La Russa, Carlo Tramentozzi classe 4^DLS

Potere o non potere questo è il dilemma

Che cos’è il potere? Noi siamo effettivamente potenti? Esistono notizie false? O dobbiamo accettare tutto passivamente? Queste sono le principali domande a cui si è voluto dare una risposta durante l’incontro con l’Osservatorio Giovani Editori di mercoledì 24 ottobre a Milano, presentato da Massimo Esposti, del Sole 24ore. Innanzitutto si è partiti dalla definizione di spirito critico il cui significato è non subire passivamente ciò che si legge e si sente per non cadere vittima delle manipolazioni e delle fake news o semplicemente dei mass media. Chi ha una cultura di base e una alfabetizzazione socio-economica non si fa offuscare il pensiero, non lascia condizionare la propria capacità di scelta, non diventa fragile strumento in mano ai “potenti” che sfruttano
l’ignoranza di massa. Eppure false e menzognere notizie sono state diffuse in Moldavia per screditare gli avversari politici, giocando sul senso di conservazione e di mantenimento di un’identità nazionale dello
stato e istigando il sepolto odio razziale all’interno dei cittadini a pochi giorni dal voto. Se volgiamo lo sguardo a pochi centimetri dal nostro naso, senza cercare lontano, sentiamo di epidemie di meningite, di prodotti contagiati da salmonella, di ricerche disperate per trapianti d’organo o di smartphone di ultima generazione venduti per un solo euro, anche nel nostro paese; sentiamo della Ferrero e della Mutti, eccellenze italiane, attaccate e danneggiate perché accusate di aver messo in vendita prodotti contagiati e nocivi. Il responsabile della sezione finanza del Sole 24 ore, Marco Ferrando, ribadisce l’importanza dell’esercizio del nostro potere nel quotidiano, semplicemente nell’ acquisto di cibo o di vestiti, e di come la macroeconomia parta dalla microeconomia e quindi da quella che tutti noi pratichiamo senza nemmeno pensarci.

Le fila del discorso vengono riprese da Gian Antonio Stella, firma autorevole del Corriere della Sera, che ritorna a parlare di “fake news”, di come queste arricchiscano quotidianamente in modo subdolo ma efficace la nostra ignoranza. Il giornalista utilizza, a dimostrazione della sua tesi, tre grandi fake news che hanno attraversato la storia dai tempi antichi fino ad oggi: l’inganno di Pausania, che portò alla sua morte, la falsa donazione di Costantino considerata valida per quasi mille anni e dimostrata falsa solamente nel Quattrocento da Lorenzo Valla e infine I Protocolli dei Savi di Sion, il falso documento con cui Hitler giustificava il suo odio verso gli ebrei e che, dal canto suo, lo giustificava nel punirli e sterminarli.

Denominatore comune di tutti gli interventi è stato il sollecitare e sperare in uno sviluppo del senso critico sin da giovani così da formare una società ben consapevole delle proprie scelte e decisioni. Quindi se ci rifacciamo alla dicotomia tra potere o non potere la risposta sarà…sicuramente potere, ma esercitato e appoggiato dall’utilizzo della ragione e dal suo pensiero cosciente.

Alberto Gualandi, Gabriele Lamberti, Alessandro Vai, Andrea Villani
4 DLS

ITIS CARDANO, UNA SCUOLA DI TALENTI

Una sala gremita di studenti. È il 6 giugno e per i ragazzi del Cardano significa che tra soli due giorni inizieranno le vacanze estive, quindi si può ben immaginare l’atmosfera spensierata che si respira. La preside prende in mano il microfono e il brusio si acquieta mentre lei ringrazia i presenti e annuncia con orgoglio che questa giornata è dedicata interamente agli alunni. Due ore rivolte agli studenti più meritevoli, a chi si è messo in gioco dando il tutto per tutto. Insomma, a chi ha tenuto alto il nome del Cardano, anche solo partecipando a competizioni e gare.foto premiazione 2

I premiati, durante queste due ore, sono circa 150, un numero impressionante, anche se va considerato che su una totalità di 1800 studenti essi sono veramente una piccola parte.
Ci scusiamo, comunque, se non tutti i nomi verranno citati.foto premiazione 4
L’iniziativa, quindi, si apre con i fiori all’occhiello della nostra scuola: a Beatrice Affini della 4°AI, infatti, è offerta una borsa di studio per partecipare a dei corsi di alternanza scuola-lavoro in Inghilterra, mentre a Michela Ferrari della 5°BLS e a Davide Murer della 5°DI è data la possibilità di frequentare dei laboratori di microelettronica presso l’università di Boston. Inutile dire che i tre ragazzi sono davvero entusiasti e, giusto per restare in tema con gli Stati Uniti, vengono applauditi come dei giocatori di football al ritorno da una vittoria.

Ma al Cardano si tengono anche numerose iniziative culturali, sia scientifiche che umanistiche, e di queste vengono  premiati i primi classificati: Edoardo Castelnuovo della 2°BLS per i giochi di Anacleto, Rebecca Mordà della classe 4°CLS, per il triennio, nelle olimpiadi di fisica; Gaia Alpegiani della 1°BLS per il biennio e Matteo Verri della 4°CLS per il triennio sono stati i vincitori delle olimpiadi di matematica; Gabor Riccardi della 5°AC, vincitore dei Giochi della chimica nella fase regionale, ha partecipato alla fase nazionale; infine, Giulia Faccini della 2°DLS è stata premiata per aver vinto le olimpiadi di italiano per il biennio nella fase di istituto.

Edoardo Castelnuovo, in particolare, riceve, nel corso delle due ore, ben cinque attestati (giochi di Anacleto, sci, Corripavia, orienteering e nuoto) ed è inutile dire che è il ‘più meritevole’ della giornata.

Ma ci sono anche alcune ‘squadre’: la 2°DLS è premiata per essere arrivata terza alle Olimpiadi di Lettura, attività organizzata per i bienni degli istituti pavesi, così come gli alunni che hanno partecipato a ”Treno della memoria”, che li ha condotti ad Auschwitz per ripercorrere gli avvenimenti accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale, e quattro ragazzi della 4°FI secondi alle fasi finali del Management Game.

Anche i giornalisti in erba che hanno pubblicato articoli sulla Provincia Pavese vengono gratificati, insieme ai giovani scrittori partecipanti al concorso indetto per festeggiare i novant’anni di Mino Milani. È bello vedere che anche nella nostra scuola l’amore per la lettura e la scrittura è vivo e non sottovalutato, anche se, come è naturale che sia, le discipline tecnico-scientifiche vengono viste con un occhio di riguardo. È il caso dei tre vincitori di TecnicaMente 2018, organizzato da Adecco, che mira a incentivare la collaborazione tra il mondo del lavoro e una scuola sempre più innovativa.

Rimanendo in tema avveniristico, anche i partecipanti a ‘Presenti al futuro’ hanno avuto il loro meritatissimo momento di gloria: dopo un lungo periodo passato ad imbiancare, pulire e riordinare aule, bagni e giardino dell’istituto rovinati dal tempo e dall’incuria degli studenti, i nostri eroi hanno potuto illustrarci il loro lavoro tramite una presentazione in Power Point e ci hanno fatto capire quanta passione e impegno hanno riversato nel loro progetto. Incontri e riunioni fissati come in una vera e propria impresa, sono stati seguiti con una dedizione che è andata ben oltre il progetto di alternanza scuola-lavoro.

Va invece all’intero istituto il titolo di ‘Scuola sportiva dell’anno’ a livello cittadino, grazie alle innumerevoli competizioni vinte tramite la collaborazione tra studenti e professori. Atletica leggera (Efrem Vietti della 2°DLS e Allen Jonathan della 1°ALS), sci (Beatrice Oliva della 3°ALS), snowboard (Filippo Penso 2°ALS e Rebecca Quagliato della 3°ALS), corsa campestre, orienteering (sia la squadra maschile che quella femminile), nuoto (Riccardo Tomasi della 4°BE), pallamano, Corripavia (di nuovo Allen Jonathan di 1°ALS) e persino scacchi (Ahmetaj Orgen della 4°BE, vincitrice della fase provinciale e capitano della squadra d’istituto) sono le specialità in cui i nostri atleti si sono distinti. Ma in particolare ricordiamo Angelica Prestia della 2°BLS, possibile candidata alle Olimpiadi Giovanili di Rio de  Janeiro, che ha vinto la fase regionale di corsa campestre.

Ovviamente sono stati ringraziati, in qualsiasi attività, anche i numerosissimi partecipanti che hanno mostrato la tenacia e lo spirito competitivo della nostra scuola.

foto premiazione 1E così, accompagnata dalle note di alcuni talentuosi studenti musicisti si chiude la nostra giornata di gloria. Anche se, ne siamo sicuri, non sarà certo l’ultima.

                       Sonia Bazzicalupo, Roberta Basile,
Matteo Sangermano e Davide Invernizzi della 2 ^ DLS

IL RITORNO DEI MAGNIFICI 4

Tornano i magnifici 4 con un’altra sorprendente affermazione alla fase finale dei Management Games, svolte a Flero (BS).

Mattia Lombardi, Kateryna Khomynets, Andrea Scevola e Marco Carlin della 4^FI  dell’Istituto Tecnico ITIS G. Cardano ci hanno stupiti ancora una  volta con le loro incredibili abilità in ambito aziendale.

Medaglie d’argento, secondi solo alla squadra di Mantova, sono riusciti in un’impresa che pochi credevano possibile. Gli stessi ragazzi erano dubbiosi, non trovandosi a giocare nel loro campo come invece era stato per le fasi provinciali: una gara di sviluppo di applicazioni mobili.

La fase finale consisteva infatti in uno scontro a più round sul tema del mercato nazionale e internazionale, e la vendita di prodotti alimentari. I partecipanti dovevano elaborare una strategia che permettesse loro di far crescere il valore della start up, tenendo conto di vari parametri, quali il numero di dipendenti, la liquidità, i valori tangibili e intellettuali, senza la possibilità di licenziare il personale.

Partendo con un budget iniziale di 600.000 euro, durante il primo round si sono dimostrati eccellenti, posizionandosi al secondo posto.

Nel secondo match, però, hanno iniziato ad accusare i primi colpi, scendendo di liquidità. Hanno quindi optato per concedere 10 giorni di tempo ai clienti per pagare, ma questa idea si è rivelata poco proficua e, nel terzo round, i nostri ragazzi si sono ritrovati a dover chiedere un finanziamento, ultimi in classifica con 700.000 euro di start up.  Erano stanchi e demoralizzati, ma hanno infilato ancora una volta i guantoni e, saliti sul ring, non si sono lasciati mettere KO, ma hanno sferrato un ultimo colpo che ha permesso di ribaltare la situazione.

Togliendo la dilazione e puntando sulla vendita indiretta dei prodotti, per renderli più facilmente raggiungibili dai clienti, sono riusciti a raddrizzare il bilancio e a portarsi a casa il secondo posto.

Non resta che complimentarci con questi ragazzi simpatici e sorridenti che formano un gruppo unito e armonioso, i cui membri si completano a vicenda.

-Abbiamo lavorato insieme anche per altri progetti, aiutandoci e confrontando le nostre idee- affermano i ragazzi- Durante la gara abbiamo cercato di risolvere i problemi in gruppo e ognuno di noi ha fatto la propria parte impegnandosi al meglio-

Insomma, una vera e propria super squadra che, chissà, potrebbe sorprenderci anche in futuro.

Bravi ragazzi, tantissimi complimenti da tutta la grande famiglia dell’ ITIS G. Cardano.

Giulia Faccini e Marco Di Silvio 2^ DLS

 

MATEMATICA E INFORMATICA IN INGLESE

Studenti del MIT salgono in cattedra al Cardano

Pavia, 17 gennaio. Anche quest’anno, per tre settimane, alcuni studenti dell’Università di Boston sono ospiti della nostra scuola dove tengono lezioni in lingua inglese di argomento informatico e matematico. Sono due ragazzi e una ragazza che in questi giorni fanno lezione nelle quarte e nelle quinte dell’Istituto Cardano. Cerchiamo di conoscerli meglio.

Intervista a Micael Amoako

Alcune incomprensioni linguistiche e qualche sguardo interrogativo hanno accompagnato l’intervista a Michael Amoako, una giovane mente del MIT di Boston con la passione per la robotica e la matematica, qui in Italia per uno scambio nell’ambito di un progetto internazionale, il GLOBAL TEACHING LABS, gestito in collaborazione con l’Università di Pavia, rivolto alle classi quarte e quinte dell’indirizzo tecnico e liceale delle scienze applicate dell’Istituto G.Cardano. Il giovane Michael nato a New York e prossimo alla laurea si è reso disponibile a rispondere ad alcune domande.

Vorrei iniziare parlando della tua passione per la matematica. Come è nata? Hai sempre provato affinità con questa disciplina o qualcuno o qualcosa ti ha inspirato?

“Alla base della mia passione ci sono la matematica e la logica dei computer; la teoria dei computer mi ha sempre affascinato e mi affascina tuttora.”

Qual era la tua materia preferita quando frequentavi la scuola superiore?foto Michel Amoako

“La matematica era una delle mie preferite, ma mi piaceva anche la psicologia”

Hai trovato delle differenze tra la scuola superiore italiana e quella americana?

“La differenza principale sta nella durata del percorso formativo che da noi dura 4 anni e non presenta distinzioni come qui da voi tra liceo scientifico, classico, istituto tecnico…ogni studente gestisce i propri corsi autonomamente e alla fine di ogni anno sosteniamo un esame su tutte le materie e su tutto il programma svolto per poter accedere all’anno successivo”

Qual è la tua formula matematica o fisica preferita?

Dopo qualche secondo di meditazione risponde: “F=ma, The second principle of dynamics or Newton’s second law” Continua a leggere MATEMATICA E INFORMATICA IN INGLESE

“Una sciarpa per due scuole”

La sciarpa annodata a metà strada, l’abbraccio amichevole dei due presidi e il calore dei ragazzi in cerchio, stretti da una lunga sciarpa multicolore, rinsalda l’amicizia tra le due scuole più chiacchierate di Pavia, il Liceo Copernico e l’Itis Cardano, che si pensava, dopo i fatti spiacevoli del giugno scorso, non potessero più condividere nemmeno la stessa via.

In occasione della Giornata Nazionale della Lettura, il 25 Ottobre, un team di WhatsApp Image 2017-10-26 at 22.48.28 (1)insegnati delle due scuole ha deciso di cogliere la palla al balzo, unendo l’utile al dilettevole: un nutrito gruppo di ragazzi, accompagnato dai propri professori e dai presidi, ha trascorso un’ora insieme a metà strada tra i due istituti, alternandosi nella lettura di brani aventi come denominatore comune l’amore per i libri e per la lettura.

La frase di Daniel Pennac “La lettura non ha niente a che fare con l’organizzazione sociale. La lettura è, come l’amore, un modo di essere…”, una delle tante lette, riassume il concetto dell’essere uniti, dello stare insieme in armonia, leggendo. Questo è il clima che si è andato a creare in quei minuti della quarta ora di lezione sotto il sole, trascorsa insieme, in cui studenti e professori ascoltavano indisturbati la lettura dei brani, nella convinzione di vivere sempre così.

Andrea Villani 3^DLS

I NOSTRI PUNTI DI VISTA

•Chiara Cantù’ 3^DLS: 

Quando si tratta di leggere, le opinioni dei ragazzi sono sempre molto contrastanti. C’è chi storce il naso appena si parla di aprire un libro e chi invece non vede l’ora di immergersi in una nuova “avventura”. Chi poi sceglie di condividere il proprio pensiero in merito ai libri che più ama, non dà solamente una considerazione soggettiva del volume in questione, ma comunica le emozioni che esso provoca.

Mi spiego meglio. Non vi è mai capitato di trovarvi in una situazione in cui vengono lette in pubblico pagine tratte da libri? Probabilmente non tutte vi avranno colpito, ma alcune vi avranno sicuramente fatto ripensare ad avvenimenti passati della vostra vita, ad emozioni provate, o semplicemente a quanto quelle parole siano giuste e WhatsApp Image 2017-10-26 at 22.48.26significative. Se sarete in grado di esporre ad un’ altra persona queste sensazioni, si sarà creato inevitabilmente un legame profondo tra voi, perché in quel momento avrete comunicato qualcosa di totalmente personale.

Tra i giovani penso che sia una cosa importante, dato che si tratta di un modo alternativo per conoscersi e confrontare differenti modalità di pensiero. Come dice Carlos Ruiz Zafon “Ciascun libro possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e di coloro che lo hanno letto”. Perciò, come possiamo pensare che esso non abbia alcun valore, che non possa aiutarci a maturare come persone e a creare legami con gli altri? Di sicuro può essere utile anche per eliminare definitivamente vecchi rancori, contrasti e divergenze.

I libri hanno il potere di far scaturire tutto ciò che si cela nelle profondità della nostra anima. E ora che lo sapete, pensate di poter mantenere il segreto? Continua a leggere “Una sciarpa per due scuole”