Gioielli in un gioiello

Così definisce la senatrice Liliana Segre gli studenti pavesi

Nella giornata di lunedì 3 febbraio si è tenuta al teatro Fraschini di Pavia la cerimonia di consegna da parte del sindaco Fabrizio Fracassi della Benemerenza di San Siro alla Senatrice a vita Liliana Segre. Presenti anche lo scrittore pavese Mino Milani, il  Direttore  de Il Giorno  dott. Sandro Neri ed alcune Autorità pavesi.

Prima della cerimonia c’è stato un omaggio musicale dei giovanissimi 100 Cellos, alla guida del Maestro Sollima con l’esecuzione di alcuni brani, in particolare Israeli song in onore della Senatrice, a voler sottolineare che memoria e arte in tutte le sue declinazioni si fondono per rendere migliore l’uomo.

Siete gioielli incastonati in un gioiello”, queste le prime  parole    della senatrice a vita che si è vista accogliere dagli applausi di tutti i partecipanti, in particolare da  più di 600 studenti che hanno riempito l’intero teatro, “La presenza della Senatrice è un onore” ha poi sottolineato il Sindaco di Pavia Fabrizio Fracassi.

Gli studenti della consulta provinciale e il Presidente dell’Ordine dei giornalisti dott. Galimberti hanno posto l’accento sull’importanza dello studio della storia, che deve rimanere come monito per evitare il ripetersi degli errori del passato e di eventi terribili come quelli di cui la Senatrice Segre ha reso testimonianza.

Forte il richiamo al presente in cui il ruolo dei giovani deve essere di cittadinanza attiva e responsabilità nella costruzione di un’etica della tolleranza e del reciproco rispetto, rifuggendo odio e prevaricazione.
Dopo la premiazione è salito sul palco lo scrittore pavese Mino Milani, che proprio quel giorno festeggiava i suoi 92 anni.
Con l’intervento del direttore de “Il Giorno”  Sandro Neri sono state poi rivolte una serie di domande ai due ospiti.

Come primo quesito il direttore ha chiesto alla senatrice di parlare della scuola e delle leggi razziali e di quando le fu comunicato che non avrebbe più potuto frequentare la sua  scuola, diventando invisibile agli occhi degli altri.

Le sue parole sono state forti: “Non voltate la faccia dall’altra parte se qualcosa non va. Reagite all’indifferenza”, affinché nessuno debba più subire il crudele gioco per cui si diventa invisibili e privi di consistenza agli occhi del mondo.

La senatrice è poi passata a parlare dell’importanza di non provare odio per non porsi sullo stesso piano dei propri persecutori.

In seguito Mino Milani ha rimarcato l’importanza della memoria ma soprattutto della capacità di andare avanti e vivere. Proprio il desiderio della vita è ciò che ci deve motivare, così la marcia della morte a cui fu costretta la senatrice diventò per lei la marcia della vita, che le avrebbe poi permesso di tornare a casa.

Tornata a Milano, la signora Segre riuscì, nonostante le difficoltà, a costruirsi una famiglia e per più di 45 anni decise di non raccontare la sua storia, nemmeno ai suoi figli; solamente diventata nonna comprese che il suo silenzio era un errore e così decise che da quel momento in poi si sarebbe impegnata per far conoscere la sua storia ai giovani, come gli studenti presenti all’evento che lei definisce “miei nipoti ideali“.

Concludendo la Senatrice ha ricordato un disegno visto nel campo di concentramento e il messaggio affidato a quella raffigurazione “Noi siamo farfalle e voliamo sopra il filo spinato e dobbiamo essere liberi di scegliere”.

La cerimonia si è conclusa con la consegna di un mazzo di fiori e con la dedica scritta  dalla senatrice sul libro degli ospiti illustri: “In ricordo di un bellissimo incontro con i giovani di Pavia ai quali auguro un avvenire ricco di tutto ciò che la bella Pavia permetterà loro con il suo patrimonio culturale, umano e artistico“.

Classe 5^CLS,
Itis Cardano