GLI STUDENTI APRONO LE PORTE AL FRASCHINI E AI SUOI SEGRETI

Come sarebbe se dei ragazzi delle superiori prendessero il posto delle solite guide in un teatro?
Tre scuole di Pavia, Cardano Bordoni e Volta, ci hanno provato e si sono messe in gioco in tre giornate differenti, nei primi week end di aprile.
L’ iniziativa ha visto l’impegno degli alunni in orari extrascolastici, con lezioni e sopralluoghi in teatro. Queste ore risultano conteggiate nei percorsi di alternanza scuola-lavoro.
L’organizzazione delle tre giornate è avvenuta in modo autonomo e ogni scuola ha dato un “taglio” differente alla presentazione.
La prima giornata, anche favorita dalle condizioni metereologiche, ha permesso ai nostri compagni di presentare la facciata del teatro dal marciapiede antistante, sollecitando così la curiosità dei passanti, invogliati a unirsi alla

 visita. Gli studenti del Cardano e del Volta, nelle loro spiegazioni, si sono soffermati maggiormente sulla parte architettonica e storica del teatro; mentre gli studenti del Bordoni hanno messo in rilievo soprattutto gli aspetti biografici dei fondatori, i quattro cavalieri, e alcune curiosità che hanno visto il teatro protagonista anche dei secoli scorsi.
Durante le giornate abbiamo intervistato molti visitatori, raccogliendo pareri e sensazioni. Tutti hanno espresso opinioni positive sull’esperienza e sull’iniziativa di trasformare gli studenti in ciceroni.
Pochi conoscevano la storia del teatro o perché non erano pavesi o in quanto non avevano mai avuto occasione di entrare al Fraschini. È stato da tutti apprezzato l’impegno degli studenti; qualcuno ha sottolineato la freschezza espositiva dei ragazzi che, pur non avendo la preparazione e la professionalità di una guida turistica, hanno avuto

 la capacità di relazionarsi con il pubblico in modo disinvolto. Sono stati parecchi i complimenti ricevuti dalle giovani guide anche da un gruppo di turisti provenienti da Como, che si sono detti particolarmente stupiti dalla struttura mobile del palcoscenico. Grande stupore ha suscitato in alcuni visitatori stranieri l’accoglienza e il 

racconto del teatro in lingua inglese. Molti ci sono sembrati i dettagli impressi nella mente dei visitatori e nel complesso questo contribuirà ad avvicinare maggiormente le persone di tutte le età al teatro.
Abbiamo avuto il privilegio di intervistare due personaggi d’eccezione, legati alla vita e alla storia del teatro.
Giuseppe Soggetti, responsabile della segreteria artistica del Fraschini, durante il nostro colloquio ha messo in evidenza due parole chiave: NECESSITÀ e CURIOSITÀ.

Qual è il significato di questi due termini? Sicuramente il bisogno di ripopolare il teatro e di dare un nuovo impulso alla sua vita e alla sua frequentazione, obiettivo che si può raggiungere solo risvegliando la curiosità nelle nuove generazioni e in ragazzi come noi. Importante e stimolante il suo giudizio per quanto riguarda la capacità dei ragazzi nel gestire lo “spazio” del teatro e nell’immedesimarsi in un ruolo per loro non consueto.

Grande protagonista dell’ultimo restauro del Fraschini, avvenuto tra il 1985 e il 1994, è stato Tullio Facchera, che a sorpresa si è presentato in veste di visitatore nel pomeriggio di sabato 6 aprile.
“Quando vengo qui mi sento a casa” ha detto, usando parole che ci hanno mostrato il suo amore per il Fraschini. Lui stesso ci ha riferito che lo scopo della sua visita è stato quello di vedere come gli studenti riuscissero a muoversi nel teatro, illustrando i particolari per cui lui stesso è legato a quella che considera “la sua casa”.
I complimenti che i nostri compagni hanno ricevuto da lui sono stati molto significativi: “Se dovessi darvi un voto non potrei darvi 10, ma sicuramente un voto da 7½ a 8”.

Federico Lecce 3^CLS
Gaia Mongillo 3^ CLS

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